«Rimanere bloccati in attesa dell’autorizzazione per le bonifiche ci costa 100 milioni all' anno, che sono tanti: sarebbe molto meglio spenderli per sviluppare delle cose». Lo ha detto l’ad dell’Eni, Claudio Descalzi, nel corso di un’ audizione alla commissione Industria del Senato. «Le bonifiche - ha aggiunto - sono importanti non solo per l’impatto ambientale ma perché hanno un impiego di occupazione non indifferente: ci sono 1.700 persone su dei progetti di bonifica». L’ad ha poi affrontato anche il tema relativo al settore della raffinazione che «è alla nostra grandissima attenzione» anche perché «dal 2009 a oggi abbiamo perso 6 miliardi di euro. Il problema va affrontato». A Venezia, ha rilevato Descalzi «abbiamo trasformato la raffineria in una raffineria verde» mentre per Gela «siamo in discussione costruttiva con la Regione Sicilia, il sindacato e il Governo per fare un progetto analogo a quello di Venezia». Sul tema della redditività Descalzi ha poi detto «la nostra visione del prezzo del petrolio è stazionaria sui 90 dollari. Stiamo facendo i calcoli per i progetti e il nostro budget sui 90 dollari sui 4 anni. La caduta importante del prezzo del petrolio che ha perso 24 dollari in 4 mesi». Poche le speranza di crescita dei ricavi dunque: «Pensiamo che possa riprendere un pochino ma, visto il calo della domanda, non riteniamo salirà moltissimo».
Eni, la burocrazia ci costa 100 milioni
«Rimanere bloccati in attesa dell’autorizzazione per le bonifiche ci costa 100 milioni all' anno, che sono tanti: sarebbe molto meglio spenderli per sviluppare delle cose». Lo ha detto l’ad dell’Eni,...
