Ray Way e le sue 2.300 torri di trasmissione arrivano in Borsa il 19 novembre, con un dividendo che si annuncia «consistente» per gli investitori, e nuove «potenzialità di sviluppo» come player indipendente dalla Rai. Tutto questo, unito alla «effervescenza del settore» delle torri, rendono lo sbarco di Rai Way a Piazza Affari particolarmente «interessante» per gli investitori, sia istituzionali, a cui è diretto il 90% delle azioni, che retail, a cui andrà il 10% dell'offerta. «È un'operazione diversa dalle altre, con margini di incertezza contenuti: la prudenza è d'obbligo ma all'apertura dei libri i segnali sono positivi», sostiene Andrea Mayr, capo dell'investment banking di Banca Imi, coordinatore dell'offerta globale. Il ceo Stefano Ciccotti e il presidente Camillo Rossotto sono convinti del buon esito dell'operazione di collocamento del 30,5% (34,9% in caso di adesione totale all'offerta e esercizio greenshoe) del capitale della società che gestisce le infrastrutture di trasmissione della Rai. E questo nonostante la recente rinuncia alla quotazione di più matricole per l'andamento «avverso »dei mercati. «Non è un momento facile per le matricole, ma abbiamo ritenuto che Rai Way avesse le caratteristiche di solidità e di forza nei ricavi tali da dare certezza agli investitori» dice Rossotto durante la presentazione del collocamento, che parte oggi: «Per la sua storia di crescita ci attendiamo - continua - che l'interesse dell'estero sia molto alto, in particolare negli Stati Uniti e nel Regno Unito». Questa «non è una svendita ma - aggiunge - un progetto di crescita, non è un'operazione finanziaria random, ma un progetto industriale».
Ray Way
In Borsa dal 19 novembre Promesse cedole consistenti