Economia

Bankitalia: "Con Tfr in busta paga rischio pensioni"

Sulla manovra giudizio positivo: "Evita spirale recessiva ma è cruciale che la temporaneità del provvedimento sia mantenuta"

La Banca d'Italia promuove la legge di Stabilità anche se auspica "la temporaneità del provvedimento" sul Tfr. In un'audizione alle commissioni Bilancio della Camera e del Senato il vice direttore generale Luigi Federico Signorini ha spiegato che "lo smobilizzo del Tfr maturando inciderebbe negativamente sulla capacità della previdenza complementare di integrare il sistema pensionistico pubblico, che in prospettiva presenta bassi tassi di sostituzione, soprattutto per i giovani, mediamente più soggetti a vincoli di liquidità. L'adesione dei lavoratori a basso reddito all'iniziativa aggrava il rischio che questi abbiano in futuro pensioni non adeguate".   Parlando più in generale, Signorini ha evidenziato che la manovra evita il rischio di una spirale recessiva. "Data l'eccezionale profondità e durata della recessione il rallentamento nel processo di aggiustamento dei conti pubblici proposto può contribuire a evitare il rischio di una spirale recessiva" aggiungendo che "lo scenario macroeconomico programmatico" delineato dalla nota di aggiornamento e' "nel complesso condivisibile" pur se "soggetto a rischi". Inoltre ha spiegato il vice direttore della Banca d'Italia "l'impatto della manovra sul prodotto dipendera' tra l'altro dalle modalita' con cui verranno effettuati i risparmi di spesa". "Sarà cruciale l'effetto sulla fiducia di famiglie e imprese, che può essere rilevante se le misure adottate saranno percepite come un orientamento duraturo di politica economica".   Secondo il presidente dell'Istat, Giorgio Alleva, "nel 2015 e nel 2016 la crescita economica reale beneficerebbe in modo marginale delle manovre espansive, rimanendo sostanzialmente invariata rispetto al quadro tendenziale". Da considerare che "le simulazioni dell'Istituto non considerano gli effetti delle riforme strutturali". Sempre secondo il numero uno dell'Istituto "gli ultimi dati Istat mostrano alcuni segnali positivi che, tuttavia, sono ancora eccessivamente frammentati e instabili per indicare con chiarezza una conclusione della lunga fase recessiva". A proposito di recessione l'Istat ha diffuso le previsioni sul Pil che per quest'anno prevede una diminuzione pari allo 0,3% in termini reali, seguita da una crescita dello 0,5% nel 2015 e dell'1,0% nel 2016. Nel 2014 - ha evidenziato l'Istat - la domanda interna al netto delle scorte contribuirà negativamente alla crescita del Pil per 0,3 punti percentuali, mentre la domanda estera netta registrerà una variazione positiva pari a 0,1 punti percentuali. Nel 2015 la domanda interna al netto delle scorte è attesa supportare l'aumento del Pil (+0,5 punti percentuali) mentre il contributo della domanda estera netta risulterà contenuto (+0,1 punti percentuali). Nel 2016 l'apporto della domanda interna al netto delle scorte è previsto in ulteriore rafforzamento.

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