Non si ferma la picchiata di Mps a Piazza Affari dopo la bocciatura incassata dalla Bce: in una settimana il titolo ha quasi dimezzato il suo valore, bruciando oltre due dei cinque miliardi di capitalizzazione complessivi. Nella seduta di oggi, in particolare, sono andati in fumo altri 400 milioni di euro, con una flessione finale del 10,46% a 0,60 euro per azione. La società viaggia ormai sui minimi storici, aggiornando di giorno in giorno il suo record negativo. Sempre da capogiro gli scambi: solo nella seduta di ieri è passato di mano il 7,3% del capitale. La banca capitalizza ormai 3,1 miliardi di euro, contro i 2,9 miliardi della seduta antecedente l’avvio dell'aumento da 5 miliardi di giugno. Una ricapitalizzazione che il mercato considera quindi quasi completamente vanificata. Da venerdì scorso, il titolo ha perso il 40% del suo valore. Il Monte dei Paschi ora dovrà presentare entro il 10 novembre a Francoforte il piano per rientrare dal deficit di capitale da 2,1 miliardi riscontrato ai test. L’ipotesi più accreditata è un rinvio del rimborso dei Monti bond; rispedite al mittente dai vertici di Intesa Sanpaolo, invece, le voci su una possibile fusione tra i due istituti. A discolpare dalle perdite di questi giorni il nuovo duo al comando Alessandro Profumo e Fabrizio Viola è stato il governatore di Banca d'Italia Ignazio Visco nel passaggio del suo intervento alla Giornata del risparmio incentrato sui risultati degli stress test della Bce. «Le potenziali carenze di capitale riguardano due banche le cui difficoltà sono in ampia misura l'eredità di due episodi passati di mala gestio» ha evidenziato Visco. Episodi, ha ricordato il numero di Palazzo Koch, che «la Banca d'Italia, in stretto raccordo con l'autorità giudiziaria, ha contribuito a portare alla luce, inducendo un radicale cambio della dirigenza». «Le due banche -prosegue Visco- presenteranno a breve piani di rafforzamento: la Banca d'Italia nel seguirà da vicino l'attuazione nell'ambito dei gruppi di vigilanza congiunti, del consiglio di supervisione e del consiglio direttivo della Bce». Alle Fondazioni si è rivolto invece il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan anche lui presente all’appuntamento: «Dovrebbero aggiungere elementi di chiarezza sulla concentrazione del patrimonio, l’indebitamento, l’uso di derivati e la trasparenza».
E Siena perde ancora in Borsa. In fumo un altro 10%
Non si ferma la picchiata di Mps a Piazza Affari dopo la bocciatura incassata dalla Bce: in una settimana il titolo ha quasi dimezzato il suo valore, bruciando oltre due dei cinque miliardi di...
