Per aiutare il Monte dei Paschi di Siena a uscire dallo stretto corridoio nella quale la banca è stata messa dopo il risultato degli stress test della Banca Centrale Europea tutte le ipotesi sono in campo. Anche le più estreme come quella di convertire in azioni, dunque in capitale sociale, quel miliardo di euro di «Monti bond» rimasti nel portafoglio di Rocca Salimbeni dopo la restituzione dei 3 miliardi ricapitalizzazione estiva conclusa. Lunedì scorso i vertici della banca, il presidente Alessandro Profumo e l’ad Fabrizio Viola, sono andati al ministero dell’Economia a parlare proprio della possibilità di lavorare alla rimodulazione del prestito statale per agevolare il piano di rafforzamento patrimoniale supplementare richiesto dopo la pubblicazione degli stress test di Eurotower. E sul tavolo sono state messe sia le ipotesi di un rinvio della restituzione del miliardo a dopo il 2016 (è il rimborso entro quel termine ad aver creato la richiesta di capitale aggiuntivo di 760 milioni di euro) così come l’eventualità di applicare la clausola, prevista nel prospetto allegato al decreto dei Monti bond, che consente la loro conversione in azioni Mps a richiesta della banca. Insomma come extrema ratio considerata la difficoltà attuale di chiedere ai soci nuovi fondi per 2,1 miliardi, e nell’eventualità che le soluzioni di mercato ovvero le cessioni di asset (come la Consum.it), le fusioni con qualche altra banca come annunciato dall’ad Viola, o infine la cessione di crediti deteriorati, non andassero a buon fine resterebbe come exit strategy la conversione del debito in capitale. Di fatto si tratterebbe di un aumento di capitale riservato, e già sottoscritto, da un miliardo che dimezzerebbe a grandi linee la necessità di ulteriori rafforzamenti patrimoniali e l’ingresso di un socio abbastanza «silente» come il Tesoro. Solo ipotesi di lavoro ma non distanti dalla realtà. A confermare indirettamente l’opzione è stato lo stesso Tesoro per bocca di Alessandro Rivera, capo della direzione Sistema bancario e finanziario del ministero dell'Economia. Rivera ha confermato che se Mps chiedesse la proroga del rimborso il governo non sarebbe contrario. Ma al contempo non ha escluso altre soluzioni. Come la conversione in azioni che resterebbe comunque l’opzione meno gradita al Tesoro. La palla ora passa alla banca, unica a decidere quali misure adottare. Ma la traccia di lavoro c’è.
Mps cerca soldi, metà arrivano dallo Stato
Il Tesoro apre al rinvio del rimborso dei Monti bond. Pronta la conversione in azioni
