Boom di Mps in Borsa nell'ultima seduta prima di conoscere l'esito degli esercizi della Bce sul capitale. Il titolo, che ha passato l'intera giornata su rialzi da record, ha chiuso con un balzo del 10,68% a 1 euro per azione, soglia che non toccava da dieci sedute. Molto elevato il volume degli scambi, con 266 milioni di pezzi messi in movimento, pari a circa il 5,2% del capitale sociale. Sul titolo è proseguito il monitoraggio della Consob, che lunedì aveva sollecitato la comunicazione nella quale Mps smentiva le indiscrezioni sull'esito negativo dei test di Francoforte; a Siena non è arrivata però alcuna nuova richiesta dalla commissione, dal momento che l'esito degli esami Bce già inviato ai banchieri deve rimanere segreto fino a domani. Lunedì, con il titolo ai minimi storici, la banca aveva fatto sapere che le indiscrezioni su un deficit di capitale compreso tra 500 milioni e 1,7 miliardi di euro non trovavano riscontro nella documentazione preliminare ricevuta dalla Bce, preannunciando una comunicazione «ufficiale e definitiva» solo domani, come previsto dalle regole fissate da Francoforte. Secondo le ultimissime indiscrezioni, rilanciate da Bloomberg, la Bce avrebbe deciso di bocciare 25 banche sottoposte agli stress test, delle quali solo 10 avrebbero necessità di colmare gap di capitale. In Borsa ieri è prevalsa la cautela proprio in vista del risultato degli stress test di domani. L'indice Ftse Mib ha fatto segnare nel finale un +0,31% a quota 19.495 punti. Sotto i riflettori, come logico, soprattutto le banche. Nel resto del comparto gli acquisti hanno prevalso anche su Popolare di Milano (+1,57% a 0,643 euro), Intesa SanPaolo (+1,55% a 2,356 euro), Unicredit (+0,34% a 5,885 euro) e Ubi Banca (+0,88% a 6,305 euro). Intanto lo spread fra Btp e Bund tedeschi chiude a quota 161 punti, con il rendimento del decennale al 2,49%. Secondo Philippe Bodereau, managing director e global head of financial research di Pimco «più della metà delle banche passerà gli stress test con risultati forti. In particolare, aspettiamo che tutti i più grossi istituti nazionali passeranno l'esame. Tuttavia, all'estremo opposto, abbiamo identificato 18 banche che molto probabilmente falliranno l'esame e dunque avranno bisogno di essere ricapitalizzate, ristrutturate, vendute o nazionalizzate. Si tratta di piccole banche in termini di bilancio, in Germania e Austria, oltre che diversi istituti più piccoli nei Paesi periferici».
Rischio bocciatura all’esame Bce per 25 banche europee
Ultime indiscrezioni prima del verdetto atteso per domani. Solo 10 istituti sarebbero costretti a un aumento di capitale
