Investire in Borsa conviene ancora? A questa domanda, ha provato a dare una risposta il centro studi di Mediobanca, che ga pubblicato uno studio sui rendimenti di Piazza Affari dal 1996 al 15 ottobre scorso. In base al rapporto l'investimento in Borsa più redditizio è quello relativo alle azioni risparmio, il cui rendimento complessivo (dividendi inclusi) è stato pari all'8,9% medio annuo. Subito dopo vengono le cosiddette «mid-cap» ovvero le 70 quotate che vengono subito dopo le 30 società quotate nel Mib il cui rendimento è stato del 7,9%, poi vengono le «blue chips» ovvero le società del Mib al 5,4% medio annuo e le small cap (piccole imprese, oltre la centesima posizione nella classifica per capitalizzazione flottante) al 5%. Investire in banche non conveniva fino al 2010, ciè fino a quando dominavano i titoli industriali: i bancari dal 1996 al 2010 hanno reso il +3,5% medio annuo rispetto al +7,8% del portafoglio industriale, che in termini cumulati su circa 19 anni si traduce nel +89% contro +311%. Ancora peggiore l'andamento dei titoli assicurativi: solo +58% in 19 anni, ossia +2,5% medio annuo. Complessivamente, la Borsa ha reso il 6% medio annuo. Il centro studi di Mediobanca ha fatto un’analisi ancora più accurata, confrontando l’intera Borsa Italiana con le concorrenti straniere. A fine 2003 la nostra Borsa era undicesima al mondo, con 490 miliardi di euro di capitalizzazione, circa il 38% del Pil di allora (incidenza non lontana da quella della borsa tedesca), mentre tra il 1998 e il 2001 occupava una posizione tra l'ottava e la nona. A giugno del 2014 Borsa Italiana era in 20esima posizione, principalmente in conseguenza del forte dinamismo delle piazze emergenti (non solo i BRICS e Hong Kong, ma anche Corea e Taiwan).
Rendimenti in media del 5,4% per i titoli Mib
Investire in Borsa conviene ancora? A questa domanda, ha provato a dare una risposta il centro studi di Mediobanca, che ga pubblicato uno studio sui rendimenti di Piazza Affari dal 1996 al 15...