Ci siamo. Forse l’Italia si avvia a diventare un Paese normale. Dove le aziende che gestiscono alcuni segmenti della mobilità pensano e ipotizzano integrazioni che, oltre ad avere effetti sul bilancio, consentono anche di erogare servizi più completi all’utenza. Ieri il primo passo in questa direzione (in realtà strada già tracciata dall’ex ad Moretti) è arrivato dall’ad di Ferrovie dello Stato, Michele Elia, che non ha escluso l'ipotesi di un ingresso di Fs in Atac e Atm. Elia lo ha detto durante un'audizione in commissione Industria al Senato, rispondendo a una domanda sulle privatizzazioni delle municipalizzate di Roma e Milano. «Fs - ha spiegato Elia -è disponibile a ragionare con le amministrazioni locali su come gestire al meglio i sistemi di trasporto pubblico locale, non escludendo alcuna ipotesi. Molto dipenderà dalla governance. «Privatizzando con noi - ha concluso - si può fare un servizio integrato con le ferrovie e migliorare l’efficienza». Il progetto di maggiori sinergie tra trasporto su ferro e quello su gomma era un’idea che Moretti aveva già elaborato durante la sua gestione di Ferrovie con la partecipazione del grupo alle gare indette dalle amministrazioni comunali, Firenze e Torino in primis. Il modello immaginato era quello di autobus targati Fs nelle grandi città, nucleo principale di un operatore integrato ferro-gomma con una strategia di espansione nazionale ed europea. La costruzione cioè di un campione nazionale o di impresa leader nazionale. Una strategia che prevedeva anche il possibile sbarco nella gestione delle linee extraurbane. E che è rimasta evidentemente nelle linee guida di sviluppo del gruppo ferroviario dopo il passaggio di Moretti alla Finmeccanica. Sul punto si è espresso anche il sindaco Ignazio Marino che ha spiegato che «un’integrazione dei servizi è esattamente quello che la nostra Giunta auspica, non che ci sia una condivisione di proprietà con altre aziende, o una privatizzazione, ma che Atac diventi interessante dal punto di vista economico e finanziario per altre aziende». «Se un'azienda così importante ha dimostrato il suo interesse - ha aggiunto Marino - vuol dire che in questo anno, dopo essere partiti con un disavanzo del Comune di quasi un miliardo di euro, abbiamo lavorato bene».
Le Ferrovie pronte a salire sull’autobus
Ci siamo. Forse l’Italia si avvia a diventare un Paese normale. Dove le aziende che gestiscono alcuni segmenti della mobilità pensano e ipotizzano integrazioni che, oltre ad avere effetti sul...
