Niente da fare. L'Italia, per dirla con uno slogan caro a Matteo Renzi, non "cambiaverso". Nel giorno in cui il governo dovrebbe dare il via libera alla legge di Stabilità (il consiglio dei ministri, inizialmente previsto per le 15, è stato rinviato alle 18) l'Istat certifica l'ennesimo dato negativo: il Pil del nostro Paese non cresce dal secondo trimestre del 2011. E continuerà a non crescere. Nel quarto trimestre 2013 il Prodotto interno lordo ricalcolato in base ai nuovi conti nazionali è negativo: -0,1%. Non va meglio nel 2014 dove, nel secondo trimestre, il Pil è diminuito dello 0,2% sul trimestre precedente e dello 0,3% su base annua. L'Italia è quindi ufficialmente in stagnazione. #Italiariparte. Intanto il premier Matteo Renzi parla attraverso Twitter e rilancia alcuni dei temi affrontati in questi giorni. A cominciare da quello del lavoro. No articolo 18,no contributi per chi assume a tempo indeterminato,no irap su costo del lavoro.Tolti gli ostacoli per assumere #italiariparte — Matteo Renzi (@matteorenzi) 15 Ottobre 2014 Ma l'Istat frena gli entusiasmi. Un altro dato non incoraggiante riguarda infatti proprio la pressione fiscale. Le tasse aumentano su base annua dello 0,1%, mentre resta pari nel secondo trimestre al 43,2%. Nel secondo trimestre 2014, le uscite totali sono aumentate, in termini tendenziali, dello 0,5%; la loro incidenza rispetto al Pil è del 49,3% (48,9% nel corrispondente trimestre dell'anno precedente). Le uscite correnti sono aumentate dello 0,4% (+0,3% al netto della spesa per interessi), mentre quelle in conto capitale sono aumentate dell'1,6%. Nei primi due trimestri del 2014 le uscite totali sono risultate pari al 49,0% del Pil (49,4% nel corrispondente periodo del 2013). Le entrate totali sono diminuite, in termini tendenziali, dello 0,3% nel secondo trimestre del 2014; la loro incidenza sul Pil e' stata del 48,2%, invariata rispetto al corrispondente trimestre del 2013. Nei primi due trimestri del 2014, le entrate totali sono diminuite dell'1,1% in termini tendenziali, con un'incidenza sul Pil del 45,2% (45,8% nel corrispondente periodo del 2013).
La sentenza dell'Istat: l'Italia non cresce dal 2011
L'istituto rivede il dato del Pil in base ai nuovi parametri: -0,3% nel 2014. Il governo rinvia alle 18 il Consiglio dei ministri sulla legge di stabilità
