Economia

Fincantieri-Finmeccanica «sposi» in mare

Accordo di collaborazione tra i due colossi di Stato per costruire navi militari

In un paese normale e avanzato sarebbe norma che le grandi aziende di Stato, nel rispetto dei vincoli della concorrenza, si alleino per costruire insieme prodotti da portare sui mercati internazionali con una sola bandiera, quella italiana. Vale ovunque soprattuto nei paesi che lottano con l’Italia per esportare tecnologia per la difesa all’estero: Francia e Germania in primis. Ora la normalità arriva anche nel nostro Paese dove due colossi come Fincantieri e Finmeccanica hanno siglato ieri un accordo di collaborazione nel settore delle costruzioni navali militari. Due eccellenze italiane, la prima nel campo della cantieristica e la seconda nelle tecnologie difensive insieme per mettere a fattori comune conoscenze e investimenti. L’obiettivo dell'intesa è aumentare la competitività sui mercati nazionali ed esteri, attraverso un’offerta integrata dei prodotti delle due società. L'accordo è stato firmato ieri a margine del varo del sommergibile «Pietro Venuti», il terzo della classe «Todaro» tipo U212A, di una serie di quattro unità gemelle commissionate a Fincantieri dalla Direzione Generale degli Armamenti Navali - Navarm per la Marina Militare Italiana. Alla cerimonia, che si è svolta alla presenza del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, erano presenti anche il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Giuseppe De Giorgi, il presidente di Fincantieri, Vincenzo Petrone, dall'ad Giuseppe Bono, dall'ad di Cdp, Giovanni Gorno Tempini. In particolare, la collaborazione si svilupperà sfruttando le sinergie tecniche e commerciali tra l’unità di business Navi Militari di Fincantieri e le aziende del gruppo Finmeccanica (le controllate Selex ES, Oto Melara e Wass nonché la joint venture Mbda Italia) che hanno competenza specializzare nei sistemi di combattimento, nell’elettronica e nei sistemi d'arma navali e subacquei. Una notizia che arriva nel giorno in cui Giuseppe Orsi, ex presidente e ad di Finmeccanica, e Bruno Spagnolini, ex ad della controllata AgustaWestland sono stati assolti dall'accusa di corruzione internazionale ma sono stati condannati a due anni, con sospensione della pena, per false fatturazioni in riferimento all'esercizio 2009-2010 con interdizione per un anno dai pubblici uffici.

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