Economia

E i black «bloc-Bce» seminano il terrore

Guerriglia a Napoli con l’aiuto degli immigrati Getti d’acqua sul corteo. Tre denunciati

E meno male che il senatore del Pd Luigi Manconi vuole mettere i fiori nei cannoni e impartire lezioni di non-violenza alle forze dell’ordine. Ieri a Napoli è stata guerriglia. Annunciata. Tre i denunciati. La Banca centrale europea si è riunita nel capoluogo partenopeo e gli antagonisti non hanno perso l’appuntamento. Hanno lanciato petardi, hanno imbrattato le vetrine degli istituti di credito sul percorso, hanno tentato di scavalcare la recinzione attorno al summit con una scala, ci sono stati tafferugli coi poliziotti, costretti a sparare getti d’acqua per disperdere i "cattivi". Gli attivisti sono aumentati nel piazzale della stazione dei Colli Aminei. Hanno esposto i loro cartelloni: «Unione europea vergogna», «La nostra arma è la solidarietà». Non erano presenti solo italiani. In prima fila c’erano anche ucraini, contro gli Usa e la guerra nel loro Paese: «In memoria di Odessa». Contestati i giornalisti che «fanno parte del sistema», con grida «Vergognatevi». Da ogni parte ambulanti che vendono bibite e impermeabili. Poi è partito il corteo dei movimenti legati ai collettivi studenteschi e all’area antagonista a testa bassa contro le politiche di austerità imposte dalla Bce e dalla "troika" all’Europa. Le tappe prestabilite erano le più sensibili: dalla fermata Colli Aminei della metropolitana di Napoli, l’intero viale a servizio della zona ospedaliera e che arriva a ridosso del parco di Capodimonte, nella cui reggia c’è la sede della riunione del Board della Bce presieduto da Mario Draghi. Circa 2.000 gli uomini delle forze dell’ordine impegnati per assicurare che tutto si svolga in tranquillità: sia i lavori a Capodimonte, sia quelli alla stazione marittima, dov’era in corso l’assemblea 2014 delle Pmi europee. La temperatura si è alzata in viale Colli Aminei, davanti al tribunale per i minori: come sassi sono partiti petardi e fumogeni. Gli slogan: «Siamo contro la detenzione e per l’abolizione del carcere». Ricordato anche Davide Bifolco, il 17enne ucciso dal colpo partito dalla pistola di un carabiniere. Alcuni commercianti hanno mantenuto aperti i negozi per «mostrare solidarietà ai manifestanti - spiega uno di loro - quando ho saputo che tanti altri chiudevano, ho deciso il contrario». È il primo round. Ma non è l’unico. Più avanti ce n’è un altro. A ridosso di uno degli ingressi della Reggia di Capodimonte il corteo si ferma. È quello il limite fissato per i manifestanti dalla Questura. Si accendono altri fumogeni e qualcuno nelle prime file si copre il volto anche con i caschi. Schierati i reparti antisommossa. Un’altra sosta c’era stata poco prima davanti all’ospedale Cto, ora riassorbito nell’Azienda ospedaliera Colli Aminei, e interessato dai tagli alla sanità. Molti i dipendenti, tra medici, infermieri e amministrativi, affacciati alle finestre e hanno applaudito i manifestanti. Alle 15 in punto a piazza Bovio, nel centro di Napoli, si è concluso il corteo.

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