Anche questa volta Mario Draghi non è riuscito a fare quello che i mercati si aspettavano. Nonostante le previsioni di tutti gli organismi internazionali indichino un peggioramento della situazione economica dell’Eurozona e la stessa Bce riconosca che la ripresa è ancora molto debole, la cura messa in campo non è all’altezza. Draghi rinvia quel bazooka che le Borse auspicano da tempo e che lui stesso continua a promettere ma anche a rinviare. Il Consiglio direttivo della Bce, che ieri si è svolto a Capodimonte, in una zona ad alta tensione sociale quale quella dell’area di Napoli, è stata un’altra occasione mancata. I mercati si attendevano da Draghi una terapia d’urto, ovvero quel quantitative easing (l’acquisto di debito pubblico) più volte prospettato. Invece la Bce continua a muoversi sul terreno dell’estrema prudenza frutto probabilmente del braccio di ferro con la Bundesbank che di questo strumento non vuol sentir parlare. Per tutta risposta le Borse precipitano. Piazza Affari si conferma maglia nera in Europa con un ribasso di quasi quattro punti (-3,9%) sotto i 20mila punti, a 19.894. Draghi ha somministrato l’ennesima aspirina: ha lasciato i tassi dov’erano (allo 0,05%), ha fornito dettagli sugli acquisti già annunciati di Abs (i prestiti cartolarizzati delle imprese) e obbligazioni garantite (i covered bond) e ha ribadito l'impegno a fare tutto il possibile per rilanciare la crescita e far rialzare l'inflazione. L'inizio degli acquisti di Abs sarà nel quarto trimestre e dei covered bond a metà ottobre. Operazioni che potrebbero durare due anni con un «valore potenziale di 1.000 miliardi di euro». Draghi ha confermato, come fatto anche dopo l'ultimo board, che è pronto a usare strumenti ulteriori e non convenzionali per combattere la bassa inflazione. Ma queste misure insieme alle aste di liquidità alle banche finalizzate a concedere prestiti alle imprese, per Draghi dovrebbero basare a far ripartire la dinamica dei prezzi. Resta il fatto, ha ammesso, che le prospettive d'inflazione a medio e lungo termine sono peggiorate e «i rischi sono aumentati». La discussione si è accesa (come anticipava il Financial Times) soprattutto sulle modalità per accettare Abs e covered bond emessi in Grecia e a Cipro, nonostante il rating spazzaturà delle banche locali. I titoli che la Bce acquisterà saranno solo di «prima scelta» e con un margine minimo di rischio. «Vogliamo essere più inclusivi possibili, ma con cautela» ha spiegato il presidente della Bce in riferimento ai due Paesi. Draghi ha ribadito che la crescita economica continua a rilento, l'insieme degli indicatori resta sbilanciato verso il basso e l'elevata disoccupazione tende a frenare l'attività. Insomma, «la recessione sembra non finire mai». Draghi ha quindi lanciato un appello ai governi europei perché realizzino subito le riforme strutturali e procedano nel consolidamento dei conti perché solo chi è impegnato nelle riforme strutturali potrà sfruttare la flessibilità già prevista nel Patto di Stabilità per sostenere gli sforzi necessari. Draghi ha spiegato come, al di là delle scelte monetarie e delle aste, «ci vuole la fiducia» perché arrivi la ripresa economica. Comprende la rabbia degli euroscettici, anche di quelli che hanno rumorosamente contestato la riunione a Napoli, ma nega ogni responsabilità: «La colpa della crisi non è della Bce. Tre anni fa prima dell'intervento Bce il sistema finanziario era al collasso. Noi non possiamo quasi più scendere sui tassi, sono a zero sostanzialmente e nessuna banca centrale lo ha fatto». L'ipotesi di uno sforamento francese Draghi nemmeno lo considera: «Il patto deve rimanere l'ancora per la fiducia nei conti pubblici».
Draghi rinvia, le Borse crollano
Il presidente della Banca Europea frena sull'acquisto di debito pubblico e lascia i tassi invariati. Mercati delusi, sprofonda Piazza Affari (-3,9%) LEGGI ANCHE E i black «bloc-Bce» seminano il terrore
