Economia

Parigi attacca Ue e Berlino: «Stop austerità»

La Francia non rispetta i parametri, Renzi gongola. La Merkel: «Pensate a fare i compiti» LEGGI ANCHE Angela spunta le armi a Moscovici

La Francia apre le ostilità contro Bruxelles. E soprattutto Berlino. In Europa si torna a sparare, stavolta non con i cannoni, ma con le moderne armi della politica e della diplomazia. Parigi annuncia così che «rifiuta l’austerità» e per «rimettere il Paese sulla strada giusta» non rispetterà gli obiettivi sul deficit fino al 2017. Parola del ministro delle Finanze Michel Sapin, che ha presentato la Finanziaria 2015. Una manovra con numeri molto diversi da quelli che vorrebbe la Commissione europea: prevede infatti un deficit del 4,4% del Pil nel 2014, che resterà praticamente invariato l’anno prossimo (4,3%), nel 2016 scenderà al 3,8% e solo nel 2017 andrà al 2,8%, cioè sotto il tetto di Maastricht del 3 per cento. In precedenza Parigi si era impegnata a scendere sotto il 3% fin da quest’anno. Si apre dunque una battaglia con Bruxelles e con Berlino. Angela Merkel in Germania non la prende molto bene e risponde per le rime: «Non siamo ancora al punto in cui si possa dire che la crisi è alle nostre spalle - afferma -. I Paesi devono fare i loro compiti per il loro benessere», ricordando che il patto di stabilità e crescita «si chiama così perché non può esserci crescita sostenibile senza finanze solide». Ormai siamo al conflitto. Le Nazioni schierano le loro corazzate. A sostegno della Merkel arriva il presidente dell’Eurogruppo: «La Francia, come altri Paesi - dice Jeroen Dijsselbloem - deve lavorare più duramente» perché «deve rispettare le regole del Patto di stabilità, riguadagnare competitività, rendere flessibile il mercato del lavoro». Ma la Francia ormai corre dritto per la sua strada. «Abbiamo preso la decisione di adattare il passo di riduzione del deficit - spiega Sapin - alla situazione economica del Paese». «La nostra politica economica - aggiunge Sapin - non sta cambiando, ma il deficit sarà ridotto più lentamente del previsto a causa delle circostanze economiche». «Nessun ulteriore sforzo - si legge in un comunicato che accompagna i numeri della legge di bilancio - sarà richiesto alla Francia, perché il governo, assumendosi la responsabilità di bilancio di rimettere sulla giusta strada il Paese, respinge l'austerità». Musica per le orecchie di Matteo Renzi. La Commissione europea si dovrà esprimere sulla manovra francese, come sui programmi degli altri Paesi, a metà ottobre. Una manovra così poco in linea con le indicazioni europee può essere di aiuto all’Italia, che ha appena annunciato un deficit del 3% quest’anno, del 2,9% nel 2015 e un pareggio di bilancio nel 2017. La battaglia è solo iniziata.

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