Mattinata cruenta a Napoli dove era in corso la consueta riunione di inizio mese. Nell'area partenopea si respira euroscetticismo. In un paese in cui la recessione sembra non finire mai e il rischio deflazione è dietro l'angolo, gli animi si riscaldano. Tutto come prima. Nessuna novità, come da annunci. La Bce lascia invariato il refi, il tasso di rifinanziamento pronti contro termine, al minimo storico dello 0,05%. Fermo anche il tasso sui depositi che resta negativo a -0,20%. Invariato il tasso marginale allo 0,20%. Il presidente della Bce Mario Draghi, parlando a Palazzo Reale nella cena alla vigilia del vertice della banca centrale europea, dichiarara: "Le politiche monetarie da sole non bastano": in Italia e negli altri Paesi europei è necessario che le riforme strutturali facciano la loro parte. I paesi dell'area euro devono accelerare le riforme del lavoro e del mercato dei prodotti". "La Bce partirà con l'acquisto dei covered bond da metà ottobre e degli Abs nel quarto trimestre. "I programmi dureranno due anni". Gli acquisti, spiega, "avranno un considerevole impatto sul nostro bilancio". "Lo scenario di una moderata ripresa dell'area euro resta in piedi, ma i principali fattori di questa valutazione vanno monitorati attentamente. I rischi restano al ribasso" per lo scenario economico. Draghi si sofferma sul Patto di Stabilità: "I Paesi non devono vanificare i progressi fatti, ma devono rispettare il patto e dovranno farlo anche nei documenti programmatici per i budget 2015 che i Governi si preparano a deliberare. Il patto deve rimanere l'ancora per la fiducia nei conti pubblici. La flessibilità esistente riguarda parti del budget da spostare per realizzare grandi riforme strutturali, per supportare la domanda e una composizione più legata alla crescita della politica fiscale". La Bce, afferma Draghi, è "pronta all'unanimità a usare nuove misure straordinarie entro il suo mandato", nel caso in cui "dovesse rendersi necessar indirizzare ulteriormente i rischi di un prolungato periodo di bassa inflazione". Le dimensioni del bilancio della Bce "sono importanti ma non sono fondamentali, quello che conta davvero, ciò su cui si misura il successo delle nostre misure è il riportare l'inflazione vicino al target del 2%". Borse in picchiata, Piazza Affari maglia nera. Mario Draghi lascia i tassi invariati e avverte che la ripresa sta perdendo vigore. Un allarme che secondo i mercati avrebbe meritato un intervento convincente. Invece il banchiere ha smentito le ipotesi di operazioni dirette sui mercati che coinvolgano anche i titoli di Stato. Per tutta risposta le Borse precipitano. Piazza Affari si conferma maglia nera in Europa con un ribasso superiore ai tre punti percentuali. Pesa il calo dei titoli energetici che accusano la nuova flessione del petrolio, andato sotto i 90 dollari. Ma pesano anche le parole di Draghi apparse deludenti. I listini si aspettavano più coraggio dopo che la Bce come previsto, ha lasciato invariati i tassi allo 0,05%. Il banchiere ha annunciato che l'inizio degli acquisti di Abs sarà nel quarto trimestre e dei covered bond a metà ottobre. Operazioni che potrebbero durare due anni con un «valore potenziale di 1.000 miliardi di euro». Tuttavia ha riconosciuto che ci sono rischi al ribasso per le previsioni economiche e, soprattutto non ha parlato di quantitative easing. Significa che non c'è nessun programma di sostegno diretto al debito degli stati. Le rassicurazioni di Draghi non sono state sufficienti. «Sugli acquisti di Abs vogliamo essere il più inclusivi possibile, ma con prudenza. Per questo abbiamo previsto Paesi che hanno rating sotto BBB- come Grecia e Cipro, applicando alcune deroghe, con due richiami», ha detto, annunciando che i programmi dureranno due anni e avranno un «considerevole impatto» sul bilancio della Bce. "La crisi non è colpa della Bce". Durante il vertice ci sono stati momenti di tensione fra le forze dell'ordine e i manifestanti di «Block Bce» che protestano contro le politiche dell'Unione europea. Il clima si è fatto teso all'arrivo alla reggia di Napoli, quando gli agenti hanno bloccato un giovane che con una scala aveva tentato di scalare il muro di cinta per appendere uno striscione. La polizia ha anche sparato con un idrante contro i manifestanti che hanno risposto lanciando oggetti. «Capisco i motivi della protesta» data «la debole situazione dell'economia italiana» ma se guardiamo al passato «la colpa della crisi non è della Bce: tre anni fa prima dell'intervento Bce il sistema finanziario era al collasso», ha osservato Draghi. "Rispettare Patto di stabilità". Alla luce dello scontro sul rigore avvenuto tra la Francia e Bruxelles non poteva mancare un accenno ai Paesi che «devono continuare a rispettare le regole del Patto di stabilità» anche se all'interno di queste esistono spazi di «flessibilità». Per quanto riguarda l'inflazione dell'area euro, Draghi ha ribadito che questa resterà bassa nei prossimi mesi per poi iniziare a risalire la china progressiva nel 2015 e nel 2016. Tra i fattori di rischio di ulteriori ribassi dei prezzi al consumo, Draghi ha assicurato che il Consiglio vigilerà sulle ricadute della crescita, sugli sviluppi di natura geopolitica e sugli effetti dei cambi dell'euro.
Draghi: "Ripresa frena, servono riforme". E le Borse crollano
Il presidente della Bce a Napoli: "Tassi invariati allo 0,05%". Di fronte alle proteste degli euroscettici: "Non siamo noi la causa della crisi". Piazza Affari maglia nera in Europa
