Economia

Cordata estera per scalarla Il governo resta vigile

Termina poco sopra la parità la seduta in Borsa per Telecom Italia, al centro di voci su una maxi offerta che sarebbe in arrivo da parte di una cordata guidata dall’americano Sol Trujillo di cui...

Termina poco sopra la parità la seduta in Borsa per Telecom Italia, al centro di voci su una maxi offerta che sarebbe in arrivo da parte di una cordata guidata dall’americano Sol Trujillo di cui farebbero parte i fondi sovrani di Qatar e Abu Dhabi e che metterebbe sul piatto una somma di 7,5 miliardi di eurpo. Il titolo, balzato nella mattinata di ieri del 5% fino ai massimi da inizio giugno, ha chiuso in rialzo dello 0,11% a 0,91 euro per azione; forti gli scambi, con 258 milioni di pezzi scambiati, pari all'1,9% del capitale sociale, per un volume quasi triplo rispetto alla media giornaliera dell’ultimo mese. C’è anche attesa per le decisioni che il cda, slittato a oggi, prenderà sulla vendita di Telecom Argentina, che potrebbe essere in bilico. Intanto Jp Morgan ha riavviato la copertura sul titolo. Nella serata di ieri è arrivato anche il punto di vista del governo sul tema. Il governo non intende invadere «gli spazi delle aziende», ma nello stesso tempo è determinato a usare «le prerogative che la legge gli assegna per tutelare la rete telefonica» ha detto il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli a commento sulle indiscrezioni del possibile ingresso di nuovi azionisti nella società telefonica ex monopolista. «Il governo non partecipa a riunioni operative su questioni che riguardano il mercato e aziende private. Abbiamo ben chiaro - ha detto - quali sono i limiti della nostra competenza». Nello stesso tempo «siamo determinati -sottolinea- a usare tutte le nostre prerogative per fare il dovere che la legge ci assegna e cioè tutelare l'infrastruttura strategica». Il riferimento è alla cosiddetta «Golden power». «Quello che ci viene assegnato dalla legge - ha precisato Giacomelli- è avere a cuore l'infrastruttura strategica, cioè la rete». «Noi siamo attestati lì; non saremo né invadenti, né disattenti», ha concluso.

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