Economia

La Bce richiama l'Italia. Obiettivi 2014 a rischio

Il governo rischia di non rispettare il tetto del 2,6%. La difficile congiuntura economica mette a rischio i conti

La Bce mette in guardia l'Italia. La difficile congiuntura economica mette a rischio i conti e gli obiettivi del governo. Il tetto del deficit/Pil del 3% non verrà sforato, ma secondo le ultime stime il 2,6%, per questo 2014, verrà superato. L'Eurotower chiede al governo italiano di rafforzare ulterioremente la politica fiscale così da adempiere alle norme del Patto di stabilità e di crescita, in particolare per quanto riguarda la riduzione del rapporto deficit/Pil. Per quanto riguarda la flessibilità e le riforme, la Bce dice che "la flessibilità consentita nell’ambito delle regole permette di far fronte agli oneri di bilancio connessi a grandi riforme strutturali, nonché di sostenere la domanda». Gli ultimi dati disponibili indicano "una perdita di slancio nell'espansione congiunturale" dell'Eurozona, pur "rimanendo coerenti con una modesta crescita". E' quanto si legge nel bollettino mensile della Bce. Pil nel secondo trimestre. "Nel secondo trimestre di quest'anno il Pil in termini reali è rimasto invariato rispetto al periodo precedente, dopo quattro trimestri di moderata espansione, sebbene questo andamento sia in parte riconducibile a fattori una tantum, il risultato è stato inferiore alle attese". "Persistono i rischi per il conseguimento dell'obiettivo di disavanzo pubblico per il 2014, soprattutto alla luce di andamenti economici peggiori delle attese", si legge nel testo, "in prospettiva, è importante rafforzare ulteriormente l'orientamento delle politiche di bilancio nazionali al fine di assicurare il rispetto degli obblighi del Patto di Stabilità e crescita, in particolare per quanto riguarda la riduzione del debito delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil". In prospettiva, "è importante - secondo la Bce - rafforzare ulteriormente l'orientamento delle politiche di bilancio nazionali al fine di assicurare il rispetto degli obblighi del Patto di stabilità e crescita, in particolare per quanto riguarda la riduzione del debito delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil.

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