Economia

Renzi promette di unire Tasi e Imu

Il premier: «Metteremo un limite alla tassa». Ma intanto l’imposta vola

Torna l’ipotesi di accorpare Tasi e Imu in un’unica tassa sugli immobili. Mentre continua il caos sulle aliquote a ridosso delle scadenze di pagamento, ieri il premier Matteo Renzi ha rilanciato a Porta a Porta l’idea di semplificare la tassazione. La promessa, l’ennesima, è questa: «Metteremo un limite alla tassazione, ci sarà una tassa sola e si saprà quanto costa». Ma mentre il premier promette, rinviando però a decisione a chissà quando, i proprietari di casa devono mettere mano al portafoglio districandosi nel labirinto delle aliquote. Secondo quanto risulta alla Consulta dei Caf «solo 5.300 Comuni, su un totale di 8.057, hanno approvato e inviato alle Finanze le delibere in materia di Tasi». E oggi scadono i termini per l’approvazione. Le sedi dei Caf stanno scaricando in questi giorni le delibere dei Comuni, per poi procedere alla codifica nei programmi e effettuare i calcoli. Le valutazioni sull’onere dell’imposta sono contradittorie. La Cgia di Mestre stima che l'importo che i proprietari di prima casa pagheranno quest'anno con la Tasi rispetto a quanto hanno versato nel 2012 quando c'era l'Imu, in 2 Comuni capoluogo su 3 risulterà più leggero della vecchia imposta municipale. Soprattutto nelle grandi città, i risparmi saranno di tutto rispetto: a Torino ammonteranno mediamente a 332 euro, a Roma  a 319 euro, a Milano  e  a Genova  a 174 euro e a Napoli a 165 euro. Dalla Cgia fanno sapere che i calcoli sono stati effettuati sulla rendita catastale media di ciascun Comune capoluogo di Provincia. Diverso lo scenario tratteggiato dal Caf Acli per il Sole 24Ore: l’aliquota media sulla prima casa è all’1,94 per mille con un raddoppio del livello base dell’1 per mille. Poche le detrazioni e in una città su due il prelievo tocca anche gli altri immobili. A Roma la Tasi è al 2,5 per mille. La nuova tassa sul mattone si distribuisce in modo diverso dalla vecchia. Se la torta è la stessa (il gettito), ora versano di più gli immobili con rendite catastali medio-basse, le famiglie con figli, le città che prima avevano un'Imu bassa. Una simulazione indica che per 7 famiglie su 10 la Tasi è più cara dell’Imu. Il presidente della Commissione Finanze della Camera Daniele Capezzone punta l’indice sul bluf delle detrazioni. «Nell'attuale tassazione sulla prima casa, l'attuale Governo ha previsto non solo un'addizionale dello 0,8 per mille ma ha anche eliminato le detrazioni per le famiglie che la tanto contestata Imu prevedeva in automatico per la prima casa; ora invece tutto è affidato al buon cuore dei Comuni».

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