Economia

La Borsa scommette sull’addio di Montezemolo

I mercati hanno deciso che Montezemolo deve lasciare la guida della Ferrari. Il titolo Fiat ieri è salito a 7,695 con un progresso dell’1,6%. Il messaggio è chiaro: Piazza Affari ritiene che l’uscita...

I mercati hanno deciso che Montezemolo deve lasciare la guida della Ferrari. Il titolo Fiat ieri è salito a 7,695 con un progresso dell’1,6%. Il messaggio è chiaro: Piazza Affari ritiene che l’uscita di Montezemolo possa favorire il collocamento delle azioni a Wall Street quando a metà ottobre il titolo Fca sbarcherà in America. L’ad della Fiat Marchionne aveva sottolineato che conta il risultato, e l’andamento del titolo conferma che il cambio alla guida della Ferrari è visto con favore. Il titolo Fiat, crollato a 6,26 euro dopo l'assemblea straordinaria del 1° agosto, è tornato ai 7,7 euro. A Cernobbio Marchionne si è lasciato sfuggire che vorrebbe una Ferrari come la Marelli. Cioè integrata nel gruppo Fiat. E questo progetto non contempla la presenza di Montezemolo. Anche ieri Marchionne si è trattenuto a Maranello ma nulla è trapelato di un incontro di chiarimento con Montezemolo. Per la successione si fanno diversi scenari. L’ipotesi più accreditata è che la presidenza passi a Marchionne che così avrebbe sotto di se tutta la galassia Fiat. Si è fatto il nome anche di Lapo Elkann straordinario uomo-immagine ma forse non ancora pronto alla gestione di un meccanismo così complesso. Per il ruolo di ad potrebbe arrivare Harald Wester, numero uno di Alfa Romeo e Maserati, l'uomo su cui pesa la responsabilità di rilanciare il polo del lusso di Torino e Detroit. Il nodo va comunque sciolto in fretta giacchè la quotazione a Wall Street è alle porte, a metà ottobre, e le autorità di controllo non accetterebbero di portare sulla piazza finanziaria più importante del mondo un titolo con una lite in corso. Per la buonuscita di Montezemolo si fanno le ipotesi di 250, o addirittura 500 milioni di euro. Per il presidente della Ferrari si apre la prospettiva di Alitalia. Giovanni Castellucci, ad di Atlantia, che è tra i principali azionisti di Alitalia con il 7,44% del capitale, ha già detto che potrebbe essere «un ottimo presidente» del gruppo Alitalia-Etihad.

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