Economia

Telecom-GVT, si decide nella notte. La Borsa ci crede: il titolo fa + 3,17

Ieri è arrivata anche l’offerta di «Oi», uno dei big della telefonia brasiliana

Si arricchisce di nuovi protagonisti la sfida che contrappone Telecom a Telefonica per la conquista di Gvt. Nel giorno in cui a Milano, ieri, si è riunito il cda chiamato ad analizzare l'offerta a Vivendi, un altro player ha scoperto le sue carte: Oi, uno dei big della telefonia verdeoro, ha fatto sapere di essere interessato ad acquistare Tim Brasil. La società ha dato mandato a Btg Pactual «di studiare le alternative nell'ordine di una proposta per l'acquisizione delle quote di Tim Participacoes», la holding che controlla Tim Brasil. Per conoscere i dettagli ufficiali dell'offerta di Telecom per Gvt è necessario aspettare pero fino a stamani, dal momento che il cda di Tim Brasil, a Rio De Janeiro, si è riunito ieri sera per conoscere e ratificare le decisioni della controllante. L'arrivo di Oi, nonostante l'entità dell'offerta non sia stata definita, complica il quadro. Una mossa «solo turbativa» l'ha definita Sergio Erede, advisor legale di Telecom per il dossier, aggiungendo che «i seguiti delle turbative sono tanti, a volte finiscono anche in tribunale». Certo è che, da tempo, la stampa locale brasiliana aveva riferito di contatti «sotterranei» tra gli operatori per consolidare il mercato della telefonia nel Paese che vede in campo proprio Oi, America Movil, Vivo (Telefonica) e Tim Brasil (Telecom). Sul tavolo del board italiano, che è terminato intorno alle 21 dopo circa nove ore, è arrivata anche questa novità. Ma chi è Oi, il player brasiliano che ha fatto sapere al mercato di essere pronto a presentare un'offerta per Tim Brasil? Si tratta di una delle più grandi compagnie telefoniche brasiliane, la secondo per grandezza in tutta l'America Latina, dopo la messicana America Movil. L'headquarter del gruppo è a Rio De Janeiro e la sua base clienti è, a fine 2013, di circa 74,5 milioni, di cui più della metà sul segmento e circa 17,8 milioni sul fisso. La società, quotata alla Borsa di San Paolo, è nata nel 1998 come Telemar: a quei tempi la copertura del territorio brasiliano era al 94%. L'operazione più recente che l'ha vista protagonista nel risiko delle telecomunicazioni sudamericane è l'annuncio, lo scorso ottobre, della fusione con Portugal Telecom. Un progetto - non ancora ultimato - che porterà a un rafforzamento del gruppo in Brasile e a una semplificazione della struttura azionaria. Un report di Credit Suisse, lo scorso 15 luglio, ha di fatto anticipato quanto accaduto: «L'aumento di capitale di Oi - era scritto - ha aumentato le possibilità che si crei un consorzio per un'offerta che rilevi Tim Brasil». Portugal Telecom, con cui Oi si sta fondendo, in passato ha avuto legami azionari con Telefonica, ormai sciolti. Ieri mattina, prima di entrare nella sede di Telecom a Piazza Affari, anche il consigliere Tarak Ben Ammar ha fatto le sue considerazioni: l'offerta di Oi dimostra «che il Brasile è un Paese ricco, con asset ricchissimi come il nostro e Gvt». In Borsa il titolo ha iniziato a salire dalla mattina, sulla scia dell'offerta, e ha chiuso con un rialzo del 3,17% a 0,8625 euro, tra i migliori del paniere principale.

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