Economia

La Russia blocca l’import, l’Italia trema

Putin reagisce alle sanzioni occidentali: «Stop ai prodotti alimentari da Ue e Usa»

Non si è fatta attendere la reazione della Russia alle sanzioni decise dal mondo occidentale dopo l’esplosione della crisi ucraina. Il governo di Mosca, infatti, ha approvato il blocco delle importazioni dei prodotti alimentari provenienti da Europa e Stati Uniti. Lo stop all’export, in atto già da ieri, dovrebbe durare un anno e rischia di mettere in ginocchio le già fragili economie del Vecchio Continente. A pagare in termini maggiori potrebbe essere proprio l’Italia. A essere penalizzati, infatti, saranno in primis i vini, la pasta, la carne e l’ortofrutta, tutti prodotti molto apprezzati dai russi, prodotti che sul mercato russo, dall’inizio della crisi in Ucraina, hanno già subito pesanti cali. Nel 2013 l’Italia ha esportato nella Federazione Russa per 10,4 miliardi di euro (+4,7%), rappresentando il quinto fornitore con una quota del 4,8%. I settori tipici dei beni di consumo Made in Italy, agroalimentare-bevande, pesano per il 10% sul totale delle esportazioni. L’export di agroalimentare e bevande italiane in Russia ammonta infatti a oltre 1 miliardo di euro, con una quota di mercato del 3,6% e un incremento del 10% nel 2013 rispetto al 2012. L’Italia, a differenza di Francia e Germania, paga soprattutto l’incapacità negli ultimi anni di investire in Russia. La denuncia è della Confindustria: «Le contro-sanzioni russe di oggi mettono in evidenza l’anomalia italiana in questo mercato: da grande esportatore non siamo riusciti a diventare anche grande investitore» spiega il presidente di Confindustria Russia, Ernesto Ferlenghi. «Germania e Francia, che hanno creato joint-venture con la Russia in diversi settori - continua Ferlenghi - riusciranno a mantenere la loro fetta di mercato, a differenza dell’Italia, che sarà tra quelli a perdere di piu' sul lungo periodo. Le sanzioni fanno tanto più male, quanto più non si è sviluppata una propria produzione in loco». A fare eccezione potrebbe essere il mercato di vini e spumanti. Anche perché, sottolinea Coldiretti, «nel 2011 la società Gancia, casa storica per la produzione di spumante, è divenuta di proprietà per il 70% dell’oligarca Rustam Tariko, proprietario della banca e della vodka Russki Standard». «A rischio però - continua la Coldiretti - ci sono spedizioni di ortofrutta per un importo di 72 milioni di euro nel 2013, di pasta per 50 milioni di euro, ma in aumento del 20% nel primo quadrimestre del 2014 e carni per 61 milioni di euro». La Russia, inoltre, starebbe preparando un secondo pacchetto di contro-sanzioni, che colpiranno diversi altri settori industriali. E il Cremlino starebbe anche valutando se bloccare il transito di parte dei voli delle compagnie aeree ucraine sul suo territorio e sta elaborando una revisione delle rotte di transito per le compagnie europee.

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