Economia

Alitalia, arriva il sì di Ethiad

La compagnia araba investirà 560 milioni in Alitalia per salire fino al 49% del capitale. Via alle procedure di mobilità per 2.171 lavoratori

L'accordo c'è. L'amministratore delegato di Alitalia Gabriele Del Torchio pronunciate alla fine del consiglio di amministrazione della compagnia sono positive. Ethiad ha risposto. La trattativa è stata lungo, il braccio di ferro con i sindacati estenuante e fino all'ultimo si è rischiato di mandare all'aria le condizioni stabilite dal numero uno della compagnia araba, James Hogan. Etihad investirà 560 milioni in Alitalia per salire fino al 49% del capitale di una struttura societaria che accoglierà vecchi e nuovi soci. Del Torchio si dice soddisfatto. "Ora dobbiamo fare degli approfondimenti". L’annuncio è arrivato mentre Alitalia approvava l’aumento di capitale da 300 milioni, 50 in più rispetto ai 250 milioni già varati dall’assemblea della settimana scorsa. Una ricapitalizzazione richiesta da Etihad e ritenuta indispensabile per chiudere l’accordo. Gli esuberi. Via alle procedure di mobilità per 2.171 lavoratori del gruppo Alitalia e quindi dell'ex compagnia di bandiera e di AirOne. Ieri, infatti, secondo quanto riferiscono fonti sindacali la compagnia ha inviato alle organizzazioni sindacali la comunicazione con le quali annuncia l'avvio dell'iter di licenziamento collettivo, come previsto dalla legge 223. Rispetto al numero iniziale di 2.251 esuberi, indicati dal piano industriale di Etihad bisogna tener conto che 80 dipendenti hanno già cessato il rapporto di lavoro. La procedura riguarda 1.590 addetti di terra, 126 piloti e 420 assistenti di volo. A questi bisogna aggiungere i 35 dipendenti di terra di AirOne. Come previsto dalla legge, si apre una fase in sede aziendale che, in teoria, dovrebbe durare 25 giorni ma, verosimilmente, come ipotizzano le stesse fonti, si procederà in tempi brevi alla firma di un mancato accordo per passare così in sede ministeriale. Ma anche, in questo secondo step, i tempi potrebbero essere più brevi rispetto a quanto previsto dalla legge 223: infatti, rispetto ai 35 giorni previsti, l'accordo quadro sugli esuberi firmato il 12 luglio scorso dai sindacati, ad eccezione della Cgil prevede che il confronto possa esaurirsi in cinque giorni. Inoltre, sempre secondo quanto previsto dall'accordo quadro, dopo il confronto ministeriale, si aprirà una prima fase nella gestione degli esuberi che riguarderà quei lavoratori che non si oppongono alla mobilità e accettano di uscire dall'azienda con incentivi all'esodo pari a 10mila euro lordi. A questi lavoratori si aggiungeranno quelli che, nel frattempo, avranno maturato i requisiti per poter andare in pensione. L'individuazione di lavoratori che non si oppongono alla mobilità avverrà entro il 10 settembre prossimo ed entro il 15 settembre arriveranno le lettere agli interessati. Dopo, si aprirà una seconda fase che riguarderà invece tutto il personale che non ha accettato l'uscita incentivata volontaria.

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