Maggiori garanzie sui conti, anche per il 2013. Etihad comincia a mostrare segni di nervosismo sul dossier Alitalia e sarebbe stata questa la richiesta avanzata ieri dal ceo di Etihad, James Hogan in una lettera inviata all'Ad di Alitalia Gabriele Del Torchio in cui si ribadisce la scadenza al 31 luglio per il via libera all'operazione. Hogan in uno scambio di e-mail con Del Torchio, avrebbe espresso preoccupazione per la mancanza di chiarezza sulla Mid-company, sulla posizione di Poste e sulla situazione sindacale. Il tutto in una giornata nella quale anche Poste ha sciolto nodi importanti. I dubbi dell’ad Francesco Caio sono stati fugati dal lavoro diplomatico del governo e ieri il colosso pubblico postale detto sì a investire 65 milioni nella nuova società. L'intesa, però, non è ancora definitiva perche, come spiegano i collaboratori di Caio «vanno ancora messi a punto i dettagli tecnici per renderla esecutiva». Il nodo da sciogliere resta quello della «governance». Poste, infatti, non vuole mettere altri soldi in Cai la holding che raggruppa i soci italiani destinata a conservare il 51% della società operativa. «Abbiamo lavorato nelle ultime settimane, sempre con grande spirito di collaborazione», spiegano dalle Poste, con l'obiettivo di «trovare una soluzione che sia in linea e soddisfi le logiche industriali di Poste Italiane azienda pubblica». «La struttura - precisano - è stata definita in tutte le sue caratteristiche e come sempre nella definizione di questo tipo di accordi, vanno ora messi a punto i dettagli tecnici per renderla esecutiva». Da quanto si apprende il gruppo Poste parteciperà all'aumento di capitale di 250 milioni con 65 milioni (quindi più della propria quota, 19,48%) ma attraverso una «midcompany». Poste in pratica verserebbe questa cifra in una nuova società «cuscinetto» di Alitalia che verrebbe costituita tra la vecchia Alitalia e la scatola in cui entrerà Etihad. Intanto il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, che ieri si era rivolto con toni molto duri alle banche, soci e parte dei sindacati segue il dossier dopo aver lanciato un ultimatum: «A due giorni dal 31 luglio è giusto che ad Etihad si diano delle risposte: lo chiede il governo. Bisogna arrivare a risposte definitive, non è più tempo di tira e molla».
Alitalia, Etihad ora fa la voce grossa
L’ad Hogan invia una lettera a Del Torchio chiedendo garanzie sui conti. Poste scioglie la riserva ed è pronta a mettere sul piatto altri 65 milioni di euro
