Alitalia prende tempo. Non ci sono ancora le condizioni per l’accordo con Etihad. Anche se ieri è stato compiuto un importante passo in avanti con l’approvazione da parte dell’Assemblea degli azionisti dell’aumento di capitale fino a un massimo di 250 milioni, restano due nodi da sciogliere: l’impegno finanziario di Poste che è disponibile a partecipare alla nuova compagnia ma non intende farsi carico dei maggiori oneri della vecchia Cai. Poi c’è la questione sindacale con la spaccatura sul contratto determinata dalla ferma opposizione della Uil all’intesa raggiunta da Cisl, Cgil e Ugl. È un fronte tutt’altro che marginale giacchè tra le condizioni poste da Etihad per rilevare il 49% di Alitalia, c’è la garanzia della pace sindacale. A far scoppiare la polemica è stato l'esito del referendum sugli accordi integrativi, sottoscritti il 16 e 17 luglio, che prevedono tagli sul costo del lavoro per 31 milioni di euro. Intese firmate da Filt Cgil, Fit Cisl, Ugl e Usb ma non da Uiltrasporti e dalle associazioni professionali di piloti e assistenti di volo. Il quorum non è stato raggiunto e c’è stata un’alta astensione del personale navigante: dei 5.400 tra piloti e assistenti id volo ha votato soltanto il 3%. Un dato che ha scatenato la diatriba interpretativa fra i due schieramenti contrapposti, sull'efficacia degli accordi secondo quanto previsto dal testo unico sulla rappresentanza sindacale. Il referendum è nullo ma, essendo abrogativo, non inficia la validità delle intese: è la tesi sostenuta dal fronte del sì. Il referendum non è valido e gli accordi sono inapplicabili agli iscritti delle sigle non firmatarie e ai non iscritti ai sindacati: è la tesi, invece, portata avanti da Uilt, Anpac, Avia, e Anpav. Il segretario generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi, ha diffidato l’azienda dall'applicare gli accordi integrativi e a prelevare i soldi dalle buste paga dei propri iscritti. Ma Alitalia ha subito precisato che gli accordi firmati dal 65% delle rappresentanze sindacali, «sono efficaci ed esigibili nei confronti di tutto il personale. Ma c'è di più. La compagnia ha poi sottolineato che «la coesione e la condivisione delle scelte da parte di tutte le sigle sindacali sono essenziali per completare con successo le intese con Etihad». Ma Alitalia non può permettersi di aspettare a lungo anche se da Etihad non è arrivato alcun ultimatum. Le perdite ammontano a circa 569 milioni. La prossima settimana potrebbe essere convocato un nuovo cda. Intanto il governo interviene e ieri Renzi ha incontrato gli ad di Unicredit e Atlantia, Federico Ghizzoni e Giovanni Castellicci.
Alitalia in balia della bufera sindacale
Il referendum sul contratto non raggiunge il quorum. La Uil non firma. Lupi: "Solo un marziano capirebbe le divisioni nel sindacato"
