Giovedì scorso giorno nero per le Borse sull'onda dei timori legati alla crisi del Banco Espirito Santo, prima banca portoghese. Sono riaffiorate paure su Grecia Portogallo che sembravano usciti dal terreno scivoloso. Il Presidente Renzi, in una lunga intervista domenicale su Il Corriere si è detto non preoccupato dai mercati e ha categoricamente smentito che l'Italia possa essere commissariata. «Tre anni fa i mercati segnalarono un problema Italia in Europa. Adesso c'è un problema Europa nel mondo». «L'Italia è molto più forte di come si racconta in sede internazionale, ha un alto debito pubblico, ma ha ricchezza privata e se si rimette finalmente a posto il fisco, la burocrazia e la giustizia ce la può fare». Auguri Presidente! Se riesce in questa impresa avrà imperitura riconoscenza. Alla domanda sulla querelle con le Banche, Renzi risponde che queste non hanno più alibi e che «la lezioncina del Presidente dell'Abi Patuelli non si può sentire». Sullo argomento ci permettiamo di dissentire, prendendo a prestito una frase di Pietro Rota che nel 1874 pubblicò la storia delle banche. Diceva Rota che «senza l'aiuto della storia si cade facilmente in astruserie», in questo caso la storia è data dalla relazione Patuelli, tenuta il 10 luglio all'assemblea dell'Abi. Per la prima volta dopo tanti anni abbiamo ascoltato un discorso coraggioso ricco di riferimenti storici culturali ma pieno di spunti che per il bene dell'economia del paese vanno riletti e meditati. L'Italia non ha e non può avere favoritismi in tema di credito bancario. Ha dimostrato virtuosità che i concorrenti esteri non hanno avuto. Dice Patuelli sussistono penalizzazioni delle attività bancarie in Italia rispetto ai concorrenti UE trattamento delle svalutazioni e perdite su crediti, Irap, interessi passivi nelle tassazioni societarie, Iras e Irap, Iva di gruppo ecc. «fino alle addizionali sorprendenti e talvolta anche tardive». Presidente Renzi siamo con Lei quando fa sentire la voce dell'Italia, in passato afona, in Europa. Il ruolo del credito così come quello del risparmio, oggi mortificato, è indispensabile per la ripresa economica. Non cada caro Presidente nel luogo comune «dagli alle banche». Queste sotto la regia di Bankitalia sono sane. Non devono però avere handicap nei confronti di chi interessato possa pensare di commissariare l'Italia.
Banche utili alla ripresa
di Riccardo Riccardi Giovedì scorso giorno nero per le Borse sull'onda dei timori legati alla crisi del Banco Espirito Santo, prima banca portoghese. Sono riaffiorate paure su Grecia Portogallo che...