L’ad di Etihad, Hogan, vorrebbe fare presto ma sulla strada dell’accordo con Alitalia ci sono ancora diversi ostacoli. A cominciare dal no della Cgil alla firma del piano sugli esuberi arrivato ieri, come una doccia gelata, mentre era in conrso l’incontro tra i vertici di Alitalia e l’amministraztore delegato di Etihad, a Roma da un paio di giorni. «La nostra intenzione è di acquisire il 49% di Alitalia» ha detto Hogan ma ha pecisato che «non è possibile investire se non è chiara la road map: servono trasparenza e chiarezza per arrivare a un accordo». L’obiettivo è secondo il numero uno della compagnia araba di « arrivare a un accordo a fine mese». Ma il percorso è ancora pieno di ostacoli. Ieri la Cgil ha bociato il piano di gestione degli esuberi contestando la mobilità e la mancata applicazione della cassa integrazione. Inoltre, ha sottolineato il sindacato, «le ipotesi di ricollocazione appaiono incerte». Di contro il segretario Camusso ha detto di essere pronta a firmare il nuovo contratto di lavoro con la riduzione del costo del lavoro. Il ministro dei Trasporti Lupi però non sembra dare grande importanza al no della Cgil. «Se qualcuno mette paletti per fallire l'accordo, se ne prenderà la responsabilità» e comunque «si va avanti lo stesso». Un altro dei nodi ancora da sciogliere riguarda il contributo di Poste, chiamata a firmare un impegno a coprire gli imprevisti dell'esercizio in corso. Ieri il numero uno Francesco Caio ha incontrato Hogan per mettere a fuoco il suo impegno.
Alitalia, Etihad vuole fare presto. La Cgil si mette contro
Susanna Camusso boccia l'intesa sugli esuberi. L'ad Hogan: accordo entro fine mese. Tra i nodi da sciogliere c'è il contributo delle Poste
