Economia

Il 2013, anno nero dell’Editoria. Crollano i ricavi anche per Internet

Tra quotidiani e periodici persi quasi 700 milioni. Pesa il calo della pubblicità

Il 2013 è stato l’anno nero dell’editoria. La crisi ha colpito non solo la carta stampata, da tempo malata cronica, ma anche settori che sembravano averla scampata o almeno aver contenuto i danni. Radio, tv, tlc e perfino Internet, hanno dovuto fare i conti con un forte ridimensionamento dei ricavi. Lo scenario drammatico emerge dalla Relazione annuale dell’Agcom che il presidente Angelo Cardani ha presentato alla Camera. Il dato più eclatante è il crollo del fatturato di tutto il settore delle comunicazioni per 5,4 miliardi (-9%) e il posizionamento su un livello pari a 56,1 miliardi. Il peso del comparto sul Pil cala dal 2,46% del 2012 al 2,21% del 2013. Il fatturato si divide tra i 34,5 miliardi delle tlc, gli 8,6 miliardi di Radio e Tv, i 6,9 miliardi dei servizi postali e i 6,1 miliardi di Editoria e Internet. L'Agcom sottolinea che il settore televisivo, anche nel 2013, continua a essere caratterizzato da un andamento economico negativo; questo riguarda sia la tv gratuita (-6%) sia la pay-tv (-2%). La pubblicità rimane la principale fonte di finanziamento: rappresenta il 41% delle risorse ed è ormai incalzata dai ricavi da abbonamenti e servizi di pay-tv che valgono il 37% degli introiti complessivi. Nel settore radiofonico, come nel settore televisivo, il canone rappresenta l'unica fonte di ricavo in aumento. L’editoria soffre di più. Il fatturato dei quotidiani ha registrato, tra il 2012 e il 2013, un calo del 7%, passando da 2,5 miliardi a 2,33 miliardi. Nei periodici la contrazione è ancora maggiore: il settore ha perso circa il 17% nell'ultimo anno, attestandosi a 2,35 miliardi di ricavi. L'editoria, quotidiana e periodica, ha perso nel complesso quasi 700 milioni di ricavi. A pesare è il calo della pubblicità (-13,17% a quota 983 milioni). L'anno scorso i ricavi da vendita di copie sono scesi del 13% (1,6 miliardi a 1,4 miliardi), la pubblicità del 24,1% (da 1 miliardo a 766 milioni). Anno negativo quindi anche per la pubblicità. Il calo dei ricavi complessivi rispetto all'anno precedente è stato del 10,9%, da 8,3 miliardi a 7,4 miliardi. Non fa eccezione Internet dove i ricavi della pubblicità sono scesi del 2%.

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