Il negoziato tra Alitalia e Etihad prosegue, così come prosegue il confronto tra sindacati e azienda, che non è ancora riuscito a portare alla chiusura all'accordo su tagli di spesa e contratto nazionale del trasporto aereo. "La trattativa con Alitalia è ancora in fase di sviluppo. La nostra intenzione, se andrà bene, è di acquisire il 49%", ha affermato il ceo della compagnia degli Emirati, James Hogan, precisando che la posizione "è molto chiara sulle dimensioni della compagnia", e che si sta lavorando "per un successo nel lungo periodo"; ma che "non è possibile investire se non è chiara la road map: servono trasparenza e chiarezza per arrivare a un accordo". La speranza - ha sottolineato Hogan - è "di arrivare a un accordo a fine mese, ma se c'è bisogno di più tempo è previsto dall'accordo". "Sono qui - ha detto - per far capire che siamo intenzionati". Meno spianata appare la strada della trattativa sindacale, che ieri sarebbe dovuta arrivare a conclusione. La Filt Cgil, che non ha ancora sciolto la riserva sull'accordo relativo agli esuberi, ha ribadito di non essere disponibile ad accettare che "tutto il peso ricada sui lavoratori". Per la Cgil si tratta di decidere "se applicare il diritto e la legge italiana o araba"; "se si vuole applicare ad Alitalia un misto di normativa italiana finché conviene e principi che non appartengono dell'ordinamento del nostro paese, alla Cgil non va bene". Il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi - che questo pomeriggio ha incontrato Hogan - ha confermato da parte sua che dopo la firma di tutte le altre sigle si andrà avanti anche senza il consenso della Cgil. "Finalmente abbiamo un progetto credibile per una compagnia che torni a competere nel mondo", ha detto Lupi, "occorrono anche sacrifici ma perché si riproduca il lavoro: o si sceglie il baratro o si sceglie una possibilità". "C'è un accordo quadro firmato, mi auguro che nessuno contesti la bontà del progetto, nemmeno la Cgil", ha concluso il ministro, "se qualcuno mette paletti per fallire l'accordo, se ne prenderà la responsabilità". E un richiamo alla responsbailità viene anche dalla Uilt. "Dall'inizio della trattativa la Uiltrasporti - ha detto il segretario generale Claudio Tarlazzi - si è sempre assunta le sue responsabilità, anche dolorose; di altre sigle pronte a firmare il contratto probabilmente non si può dire lo stesso". Per Tarlazzi la trattativa, che è ripresa ieri pomeriggio per bloccarsi questa notte alle 2, ha mostrato "profonde divergenze"; la Uilt non ritiene che ci siano tempi adeguati per affrontare il contratto collettivo nazionale del trasporto aereo. La Fit Cisl, invece, attende solo che vengano sottoposti "i testi per leggerli e, laddove coerenti con quanto stabilito durante giorni e giorni di trattativa, firmarli".
Alitalia, salta il tavolo con i sindacati
Trattativa interrotta sui tagli di spesa e il contratto collettivo del trasporto aereo: La Cgil: "Non firmeremo l'intesa". Lupi: "Avanti lo stesso". Hogan: "Etihad punta al 49%"
