Quella di ieri per il Monte dei Paschi di Siena è una data da scolpire nella pietra. La grande crisi finanziaria legata ai derivati della gestione dell’ex presidente Giuseppe Mussari è ormai definitivamente alle spalle. Ieri infatti la banca senese, chiuso l’aumento di capitale da 5 miliardi di euro ha rimborsato integralmente il prestito ottenuto dallo Stato nel momento di maggiore difficoltà gestionale. L’assegno che i vertici di Mps hanno staccato ieri a favore del Tesoro è stata pari secondo la nota ufficiale del ministero dell’Economia a «euro 3.125.970.000, a fronte di un valore nominale di euro 3.000.000.000». Tra i parametri per il calcolo del prezzo di rimborso dei Nuovi Strumenti Finanziari, infatti, il Prospetto include anche il corrispettivo ottenuto dalla Fondazione Monte Paschi di Siena per la cessione delle proprie partecipazioni. Contestualmente sono stati corrisposti interessi per l’esercizio 2013 pari a euro 329.650.000. In totale il Mef ha incassato euro 3.455.620.000. Complessivamente il Ministero ha sottoscritto Nuovi Strumenti Finanziari (cosiddetti Monti-Bond) emessi da Bmps per un ammontare complessivo di euro 4.071.000.000, di cui euro 1.900.000.000 ai fini dell'integrale sostituzione di strumenti finanziari già sottoscritti (cosiddetti Tremonti-Bond) ed euro 171.000.000 relativi al pagamento da parte dell'Emittente degli interessi dovuti al Ministero per l'esercizio 2012 su tali strumenti finanziari. Il Mef evidenzia che «in base al piano di ristrutturazione approvato dalla Commissione europea con decisione del 27 novembre 2013 il riscatto della prima tranche dei Monti bond sarebbe dovuto avvenire entro il primo trimestre del 2015». «Nell’ipotesi che il rimborso dei titoli rimanenti avvenga secondo il programma contenuto nello stesso piano di ristrutturazione, l'operazione di sottoscrizione dei Nuovi Strumenti Finanziari avrebbe un rendimento per lo Stato superiore al 13%. La complessiva operazione di finanziamento a Bmps avrebbe un rendimento superiore al 9%». L’ad dell’istituto Fabrizio Viola ha spiegato che «quella di oggi è una giornata storica». Mentre per il presidente Alessandro Profumo: «Con l’aumento di capitale abbiamo fatto un buffer per affrontare la sfida degli stress test previsti per il prossimo autunno».
Mps ridà i soldi allo Stato. E torna privata
La banca senese rimborsa 3,5 miliardi di Monti bond e interessi al Tesoro
