Gli italiani mediamente pagano l’Rc auto 213 euro in più rispetto ai francesi, tedeschi, spagnoli e britannici. Ad evidenziarlo è il presidente dell'Ania, Aldo Minucci, illustrando i dati dello studio commissionato dall'associazione e presentato ieri nel corso dell’assemblea annuale delle imprese assicurative italiane. All’assise ha partecipato anche il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi che ha lanciato comunque l’allarme sul caro assicurazione: «I costi dei premi sono ormai insostenibili per molte categorie di assicurati, soprattutto in alcune aree del Paese». Ecco i principali punti emerse dall’assemblea. IL CONFRONTO UE Dallo studio commissionato dall'Ania, ha sottolineato Minucci, «è emerso che, nel periodo 2008-12, il maggior prezzo medio delle polizze italiane, pari a 213 euro», rispetto a quattro grandi paesi europei (Francia, Germania, Spagna e Regno Unito), «è dovuto per ben 180 euro al più elevato costo dei sinistri e al livello della tassazione specifica. Dati indiscutibili che, nell'attestare il divario dei prezzi, ne identificano le cause e indicano, conseguentemente, i fattori su cui bisogna intervenire. Noi crediamo che il divario, che si è già ridotto in misura apprezzabile negli ultimi 2 anni, posssa essere ulteriormente compresso». I SINISTRI Il numero totale dei sinistri accaduti e denunciati con seguito (che hanno dato luogo a un risarcimento nel corso dell'anno o lo daranno in futuro) è stato pari a 2,1 milioni nel 2013, con una diminuzione del 7,1%. Il costo dei danni alla persona nell'ambito dei sinistri Rc Auto, che incide per oltre i due terzi sul costo totale dei risarcimenti, è stato pari nel 2013 a circa 7,7 miliardi. In particolare, 2,6 miliardi sono risarciti per invalidità permanenti comprese tra uno e nove punti, mentre 5,1 miliardi er morti o per invalidità superiori. Nel 2013 l'incidenza dei sinistri che presentavano almeno un danno alla persona è continuata a diminuire attestandosi ad un valore che si stima pari al 19,3% (era 20,1% nel 2012). La frequenza sinistri, definita come il rapporto tra tutti i sinistri e i veicoli esposti al rischio di sinistro (misurati in base ai giorni di esposizione in un anno, cosiddetti veicoli-anno), è stata pari al 5,60%, in diminuzione rispetto al 5,87% del 2012. IL CALO DEL 2013 Nel 2013 il premio medio Rc Auto si riduce del 4,6% grazie, in particolare, al miglioramento registrato negli indicatori tecnici (in particolare nella frequenza sinistri) che ha contribuito al riequilibrio dei conti. Sulla base di una rilevazione associativa trimestrale risulta che nei primi tre mesi del 2014, continua, anche a ritmi più sostenuti, la flessione dei prezzi (-6,3% rispetto a marzo 2013). Dopo il biennio 2010 e 2011 in cui si è registrato un incremento complessivo del premio medio pari al 10,7% a causa dei risultati particolarmente negativi del ramo, nel 2012 il premio medio è risultato invece sostanzialmente stabile (+0,7%) anche grazie al miglioramento registrato negli indicatori tecnici che ha contribuito al riequilibrio dei conti. MENO VEICOLI Continua nel 2013 la riduzione del numero dei veicoli assicurati, che scendono da 39,2 milioni a 38,2 milioni (-2,5%). È quanto emerge dal rapporto annuale Ania sull'assicurazione Italiana 2013-2014 nel quale si rileva che il valore è riferito alle sole imprese italiane e alle rappresentanze di imprese con sede in paesi non appartenenti allo Spazio Economico Europeo (See); considerando anche tutte le altre tipologie di imprese operanti in Italia, la diminuzione dei veicoli assicurati arriverebbe al 2,7%. I FURBI Nel 2013 risulta che 3,5 milioni di veicoli, pari all'8% del totale dei veicoli circolanti, non possiede una copertura assicurativa, in aumento rispetto al 2012 (si stimavano per quell'anno 3,1 milioni di veicoli non assicurati). Questa percentuale supera mediamente il 13% nelle province del Sud (era il 12% nel 2012); nel Centro Italia l'incidenza dei veicoli non assicurati è pari all'8,1% (era il 6,4%) mentre al Nord tale valore scende al 5,3% (era il 4,6%). Anche questo fenomeno risulta in Italia avere un'incidenza maggiore (circa il doppio) della media (3%-4%) riscontrabile in altri paesi europei (Francia, Spagna, Inghilterra e Germania). ECONOMIA REALE Le compagnie assicurative sono disponibili a investire una quota degli attivi per il finanziamento di imprese e opere infrastrutturali ma, vista la necessità di limitare l’assunzione di rischi sui crediti è opportuno che i flussi di risorse verso le aziende avvengano tramite istituti specializzati come credit fund e società di cartolarizzazione in grado di diversificare il rischio.
Assicurazione auto più salata per gli italiani
Si paga in media una maggiorazione di 213 euro rispetto agli altri paesi Ue Ma c’è speranza. Nel 2013 il costo per assicurare i veicoli è sceso del 4,6%
