Economia

Basta contanti, da oggi solo bancomat

Obbligo del Pos per spese sopra i 30 euro. L'ira di professionisti e commercianti. Niente multe se non ci si adegua LA STORIA   Pos, la "strisciata" poco amata dagli italiani

Stop all’uso tutto italiano di regolare i conti dei professionisti e degli artigiani solo con il cash. Da oggi, dopo un rinvio dei sei mesi rispetto alla data inizialmente stabilita, le imprese e i lavoratori autonomi saranno tenuti ad accettare i pagamenti superiori ai 30 euro anche attraverso le carte di debito, ovvero tramite Pos (Point of sales). Una rivoluzione per gli italiani che, un po’ per scarsa fiducia nella moneta elettronica, un po’ per l’affezione alla carta moneta, non hanno mai protestato quando nello studio medico o dal falegname il conto poteva essere saldato solo in contanti o al massimo con assegni bancari. Un’abitudine che ha però consentito all’evasione, soprattutto quella spicciola, di prosperare e crescere nel reciproco interesse delle parti. Chi otteneva un servizio poteva molto spesso contare su uno sconto da parte del prestatore disonesto che, non avendo tracciabilità del compenso, poteva tagliare il prezzo almeno di una percentuale pari all’Iva. Un sistema consolidato che ora rischia di saltare. In parte dunque sarà una passo in avanti nella creazione di un sistema di massima trasparenza ed equità. Come al solito, però, anche le cose più giuste rischiano in Italia di configurarsi come un pasticcio. Per due motivi principalmente. Il primo perché i costi della transazioni e delle apparecchiature resteranno a carico delle imprese e si trasformeranno in un business per il sistema bancario. Il secondo, che aprirà l’immancabile contenzioso, è che non sono previste sanzioni per le aziende che non si adegueranno. Ciò significa che gli artigiani potranno tranquillamente richiedere il pagamento in contanti negando al cliente quello con la carta di debito. Inutile protestare perché non ci sarà nessuna conseguenza, multa o sanzione, per chi non si è adeguato. Non solo. Il cliente se non potrà pagare rischia di essere moroso, ovvero di passare per inadempiente all’obbligazione di pagamento con le classiche sanzioni previste dal codice civile. Un paradosso. Eppure questo è lo scenario che si prospetta, almeno sulla carta. Sì perché secondo le indiscrezioni raccolte tra imprenditori e professionisti l’obbligo sarà rispettato perché quelli che non si doteranno di Pos nei loro locali si aspettano una particolare attenzione da parte del fisco che a quel punto potrà inserire la mancanza di pagamento elettronico tra gli indici presuntivi di evasione. Insomma non ci sarà scampo per le piccole imprese: o si pagano i costi o si rischia di far alzare l’attenzione degli ispettori del fisco sulle loro fatture. Eppure l’avvio della misura ha creato non pochi mal di pancia tra gli operatori. «Milioni di imprese - ha denunciato il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi - che lavorano esclusivamente per altre imprese o per la Pubblica amministrazione saranno costrette a sostenere dei costi del tutto inutili. Si pensi agli autotrasportatori, alle imprese di costruzioni che lavorano per il pubblico, alle aziende metalmeccaniche, a quelle tessili, a quelle dell’abbigliamento o della calzatura che lavorano in subfornitura, alle imprese di pulizia che prestano servizio presso gli studi privati o negli enti pubblici, ai commercianti all’ingrosso. Tutte attività che nella prassi quotidiana ricevono già adesso pagamenti tracciabili». Oltre a ciò Bortolussi ha anche sollevato un altro aspetto molto penalizzante per molte attività artigianali: «Gli idraulici, gli elettricisti, i falegnami, gli antennisti i manutentori di caldaie, nonché i loro dipendenti e collaboratori, spesso si recano singolarmente presso la dimora o l’immobile del committente. Questo comporta che ciascun dipendente e collaboratore dovrà essere dotato di un Pos. Chi ha voluto questa legge ha idea di quali costi dovranno sostenere queste aziende?». Al netto delle offerte contrattuali che alcune banche stanno proponendo ai propri migliori clienti, secondo le stime realizzate dalla Cgia su un campione significativo di istituti di credito italiani, un’azienda con 100 mila euro di ricavo annuo, con il Pos, tra canone mensile, canone annuale e la percentuale di commissione sull'incasso, dovrà sostenere una spesa media annua di 1.200 euro. Per la Confesercenti l’obbligo di accettare pagamenti via bancomat e carte di credito è un intervento che si trasformerà in un costo aggiuntivo di circa 5 miliardi l’anno per le imprese. E che rischia di essere per giunta poco utile, visto che la grande maggioranza degli italiani (il 69%) non ha intenzione di cambiare le proprie abitudini di pagamento a seguito dell’entrata in vigore dell’obbligo. Il cash ha ancora vita lunga.

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