Economia

Ricollocazione degli esuberi. Il governo studia l’ipotesi

2.251 eccedenze, chieste da Etihad per consentire di far partire la nuova Alitalia

Il Governo scende in campo e prova a far ripartire la trattativa sugli esuberi di Alitalia. Il ministro dei Trasporti Lupi ha ribadito che l’intesa va trovata entro il 15 luglio. Il problema è individuare strumenti di gestione delle 2.251 eccedenze, chieste da Etihad per consentire di far partire la nuova Alitalia con un organico di 11.470 dipendenti rispetto agli attuali 13.721. Tra le opzioni sulle quali si sta ragionando, c'è quella di «ricollocare» una parte degli esuberi con «l'esternalizzazione di servizi». Tutte le opzioni sono state esaminate in un incontro, ieri mattina, tra Lupi, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e l'amministratore delegato della compagnia Gabriele Del Torchio. Etihad chiede che questi esuberi escano dal perimetro aziendale, escludendo, pertanto, il ricorso alla cassa integrazione a rotazione e i contratti di solidarietà, con i quali, invece, sono attualmente gestiti i 1900 esuberi del piano Del Torchio. L'opzione di possibili outsourcing era stata prospettata nel corso dell'incontro di due settimane fa tra Governo e sindacati. L'ipotesi è di un'esternalizzazione dei sistemi informatici della compagnia alle Poste. Ma è uno strumento di questo tipo non può che riassorbire solo una parte del personale di terra in esubero. Altra ipotesi è di un trasferimento ad Etihad di alcuni dei 149 piloti in esubero determinati dalla messa a terra di 14 aerei di medio raggio. Ma, anche in questo caso, sarebbe una soluzione parziale. I piloti interessati, dopo aver superato le selezioni, dovrebbero licenziarsi o andare in aspettativa. Inoltre, la durata dei contratti potrebbe essere di due-tre anni. Mercoledì prossimo l'incontro tra governo e sindacati.

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