Economia

L’economia arranca Tagliate le stime del pil

L'Italia cammina sul filo del rasoio: molti tasselli del rilancio devono ancora essere incastonati al posto giusto e i rischi di una ricaduta non sono del tutto scongiurati. La salute del Paese,...

L'Italia cammina sul filo del rasoio: molti tasselli del rilancio devono ancora essere incastonati al posto giusto e i rischi di una ricaduta non sono del tutto scongiurati. La salute del Paese, dunque, «resta fragile» e «la malattia della lenta crescita» non è stata debellata; anzi, il paziente «resta debole e fatica a reagire alle cure». Ma non è più il «baratro» che rischiò di inghiottire l'Italia nel 2011 anche se i dati di Pil, disoccupazione e lavoro per i prossimi due anni sono tutti in calo. È un quadro drammatico, ma al tempo stesso orientato alla fiducia, quello che il Csc elabora nel suo tradizionale rapporto estivo sugli scenari economici, dal titolo evocativo «la ripartenza ritardata e lenta». Le prospettive infatti possono migliorare, i segnali ci sono e viale dell'Astronomia sembra ora riporre una più ampia fiducia nel nuovo governo che ha avviato un «un ciclo politico di riforme che sembra avere finalmente stabilità e messo punti fermi importanti». Sarà dunque solo «con una scossa politica-economica molto forte» che l'Italia potrà imboccare la via di un robusto sviluppo, dicono ancora gli economisti di viale dell'Astronomia. E, in questo, incalzano, «il tempo è una variabile decisiva». La fragilità del Paese la si ritrova nelle stime di crescita che Confindustria rivede al ribasso rispetto alle elaborazioni presentate appena 6 mesi fa: lo 0,2% nel 2014, contro lo 0,7% di dicembre, e il + 1% contro l'1,2%. Non solo. la domanda totale interna diminuisce ancora marginalmente quest'anno (-0,2% dopo il -7,7% tra il 2012 ed il 2013) per mettere a segno un modesto recupero nel 2015 (+0,8%).

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