Economia

Alitalia, l’accordo c’è. Ma non si vede

Etihad gela le aspettative: ci vorranno mesi, bisogna superare quattro step

La firma dell’accordo tra Alitalia e Etihad non è così dietro l’angolo come sembrava. Ieri mattina la compagnia di Abu Dhabi ha diffuso un’altra nota nella quale indica lo status quo della trattativa e ridimensiona l’effetto annuncio del comunicato congiunto con Alitalia di mercoledì scorso. Nela nota si legge che «le due aerolinee hanno raggiunto una intesa sui principali termini e condizioni in base alle quali Etihad Airways acquisirà una quota del 49% in Alitalia». E si precisa che «l'accordo con Alitalia rappresenta l'ultimo passo di un percorso che può portare alla finalizzazione di una operazione. Un percorso che però è più lungo di quanto era stato lasciato intendere non meno di quarantotto ore fa e ancora accidentato. Che sia stata raggiunta un'intesa sui termini e le condizioni generali dell'operazione, non vuol dire che le due compagnie siano alla vigilia della firma dell’accordo. Ci sono, almeno, quattro step da compiere che saranno finalizzati nei prossimi mesi. Insomma, il matrimonio si farà ma i preparativi richiedono tempo. È la stessa Etiha a spiegare quali sono i quattro passaggi che attendono ora le due compagnie: «il completamento della documentazione sull'operazione; la finalizzazione delle condizioni; la richiesta alle autorità regolatorie e l'approvazione finale da parte degli azionisti e del consiglio di amministrazione». Step, questi, spiega Etihad, che saranno completati nei prossimi mesi. Non sorprende più di tanto il fatto che si parla di mesi per il decollo dell'operazione vista la portata delle questioni elencate. È tutta aperta, infatti, la partita relativa al taglio di personale per 2.251 unità chiesto da Etihad, secondo la quale la nuova Alitalia deve partire con un organico 11.470 dipendenti rispetto agli attuali 13.721. I sindacati attendono la convocazione del governo che deve presentare un piano per assicurare un atterraggio più indolore possibile per gli esuberi. A questo scenario si aggiunge l’ostilità di Lufthansa e Air France. Ieri la compagnia francese ha corretto il tiro dicendo che la lettera inviata alla Commissione Europea «non puntava a designare Etihad» come colpevole ma ad invitare Bruxelles «a fare rispettare le regole europee. Né più né meno». Air France poi non esclude la possibilità di aumentare nuovamente la sua quota in Alitalia.

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