Economia

Nestlè in campo contro la disoccupazione

Parte l'iniziativa "Nestlè needs YOUth": a partire da gennaio 2014 oltre 20 mila opportunità in Europa, 1000 in Italia

Con un tasso di disoccupazione giovanile che ha sfiorato il 40%, era ora che un’azienda privata proponesse una politica fattiva che prendesse di petto il problema alle radici. È da aprile che la situazione non migliora. La disoccupazione al 12,6% e passando ai dati destagionalizzati e più aggiornati, ma non comparabili con i dati trimestrali grezzi, ad aprile il tasso di disoccupazione ha raggiunto quota 12,6%, stabile rispetto a marzo ma in aumento di 0,6 punti su base annua. Per gli under 25, invece, il tasso è al 43,3%, anche in questo caso si tratta di un massimo storico. Il ministro Giuliano Poletti prometteva un'inversione di segno entro fine anno spiegando che il dato sui senza lavoro risente nel periodo in questione della diminuzione del Pil dello 0,1%. «È chiaro - proseguiva- che l'occupazione parte se c'è uno scatto forte nella capacità produttiva perché l'industria ha prima l'esigenza di saturare gli impianti e poi di produrre nuovi posti di lavoro». Se i segnali economici non sono positivi, i segnali politici lo sono ancora meno. Con la vittoria delle correnti antieuropeiste e la rabbia che continua a farsi sentire contro le politiche dell’austerity danno, unite insieme, ragione a Friedrich Von Hayek, insegne economista, quando diceva che: «Se "capitalismo" significa un sistema competitivo fondato sulla libera disponibilità della proprietà privata, è di grande rilievo comprendere che la democrazia è possibile solo all'interno di un sistema del genere».   Seguendo forse questo progetto ideale l’azienda Nestlè, insieme a molte altre, ha proposto il programma “Nestlè needs youth” con il quale ha creato già più di cinquemila posizioni lavorative in tutta Europa. Adesso il suo obiettivo è l’Italia. L’obiettivo per il nostro Paese è quello di riuscire ad arrivare a creare almeno mille posti di lavoro nei prossimi tre anni. Già qualcosa si è mosso: 121 ragazzi in tutta la penisola hanno trovato lavoro a tempo indeterminato e circa 150 hanno ottenuto una posizione di stage o di tirocinio curriculare. Ovviamente il settore non ha importanza. Purché si lavori. Infatti, non si tratta di selezionare con parsimonia il posto di lavoro che viene proposto ma di cominciare a lavorare. Il gruppo si propone di lavorare su un progetto articolato in quattro pilastri. Entro il 2016, in primo luogo, saranno assunti 10 mila giovani al di sotto dei trent’anni. In tutte le varie funzioni del gruppo, da quelle più basilari a quelle più apicali. Successivamente, entro il 2016 saranno aperte 10mila posizioni di stage. Al terzo posto per la scuola, sarà previsto l’avvio di un progetto chiamato Readiness For Work, che includerà anche workshop dedicati alla stesura del CV europeo e ai colloqui di lavoro. L’ultimo punto è il coordinamento tra tutti i grandi gruppi industriali mondiali, Ernst and Young, DS SMITH; Twitter, WWhite&Case. Non si tratta, appunto, solo della Nestlè a essere scesa in campo contro la disoccupazione ma accanto a lei si sono già schierate giganti come Google, Facebook, Adecco, AXA e molte altre, che hanno deciso di dare il loro contributo perché questa situazione subisca una svolta.

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