Il mondo europeo della cooperative bancarie europee alza le barricate contro Bruxelles. Le banche organizzate sotto forma mutualistica, infatti, chiedono alle istituzioni Ue di riconoscere le loro peculiarità e di correggere al più presto l’architettura dell’Unione bancaria che contiene regole «punitive, eccessivamente complesse e costose». L’occasione per annunciare una forte azione presso i cosiddetti regolatori è stata, ieri a Roma, la riunione del comitato esecutivo dell’associazione europea del credito cooperativo(Eacb), guidato da Christian Talgorn, alla quale aderiscono, in Italia, sia le banche popolari sia le Bcc. L’esito è un documento, «la dichiarazione di Roma», con una serie di rivendicazioni indirizzate in primo luogo a Commissione Europea e Parlamento di Bruxelles. «Abbiamo bisogno di regole che rispettino i principi di proporzionalità, adeguatezza e gradualità» ha spiegato il presidente della Federcasse, Alessandro Azzi. Le banche cooperative nel documento programmatico hanno chiesto anche l’attenzione del presidente del consiglio Renzi per il semestre italiano di presidenza Ue. In particolare l’auspicio espresso e sottoscritto da tutti i rappresentanti dell’Eacb è stato per una giornata dedicata al credito cooperativo da tenere a Roma nel corso del semestre e nella quale accendere i riflettori sulle problematiche del settore. In particolare, l’Eacb intende riaffermare - in questa fase di profonda transizione - che in termini normativi «uguale trattamento» non significa uniformità di regole, ma un approccio che non discrimini il settore cooperativo e riconosca le sue caratteristiche distintive. Primi risultati positivi, in questo senso, le indicazioni contenute nelle prime due Direttive sugli schemi di protezione dei depositi (DGS) e sulla gestione delle crisi bancarie (BRR) pubblicate il 12 giugno scorso sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, laddove si chiede ai legislatori nazionali, nel recepire le nuove norme, di applicare il principio di proporzionalità con specifico riferimento ad alcuni profili dei sistemi bancari nazionali o segmenti di essi. «La dimensione europea non indebolisce, ma rafforza il modello delle banche popolari» ha detto il presidente della commissione Finanze del Senato, Mauro Maria Marino (Pd), intervenendo alla riunione del Comitato esecutivo dell’Eacb.
Banche cooperative contro l’Ue
L’appello a Roma del credito popolare: basta con norme punitive e costose
