Economia

Spazio agli onesti e chi sbaglia paga

di Riccardo RiccardiIn aprile il debito pubblico ha raggiunto quota 2.146,4 mld di Euro. Siamo diventati il paese più indebitato di Europa sorpassando la Germania (in questo paese il discorso è...

In aprile il debito pubblico ha raggiunto quota 2.146,4 mld di Euro. Siamo diventati il paese più indebitato di Europa sorpassando la Germania (in questo paese il discorso è diverso). Sono anni che il nostro fatturato decresce e la timida ripresa stima una crescita del Pil assai modesta. L'apparato dello Stato ha un costo ormai insopportabile causa la pachidermica dimensione. Il Governo è deciso a muoversi per cambiarlo. Rendendolo più leggero ed efficiente e rimuovendo rendite che si tramandano di padre in figlio. Con una casta (tutta la amministrazione pubblica, senza eccezioni) arroccata nel palazzo d'inverno in difesa di privilegi che niente hanno a che fare con la difesa della democrazia. Ci spiace utilizzare il termine cultura usato spesso a sproposito. Però siamo costretti. Occorre un salto culturale del nostro popolo. Si criticano i vantaggi degli altri a condizione che i propri restino. Siamo un paese con la arretratezza gattopardesca. Si cambi tutto, purché si resti come prima. Guardiamoci intorno. I confini europei sono pieni di spifferi. Cosa comporterà la guerra civile in Iraq sul costo del petrolio dal quale siamo dipendenti? Si dice che nel nostro mare Adriatico ce ne sia in abbondanza. La dirimpettaia Croazia si sta dando da fare. Noi discutiamo. La Gran Bretagna, sta andando contro corrente. Si stima che entro 20 anni Londra diventerà la prima città europea a contare più di 10 milioni di abitanti. La bassa disoccupazione (al 6,6%) sottolinea la ripresa economica del Regno Unito. La sua capitale è un fermento di iniziative. Pur nel conservatorismo britannico si ammoderna la città. Piena di gru. Da noi scandali, bustarelle, infrastrutture incompiute. Si criticano scioccamente le grandi opere, delle quali abbiamo un bisogno vitale. Queste sarebbero fonte di malaffare. Si reclamano leggi. Quasi non bastassero le tante e inutili di difficile applicazione. Si grida per accrescere i controllori che non vedono ma taglieggiano gli imprenditori onesti portati al fallimento dalla giungla legislativa e dei tanti controlli. Ciechi. Ecco perché abbiamo abusato della parola cultura. La gente va illuminata. Altrimenti segue i pifferai. Serve trasparenza, serve il fare. Con la libertà di agire liberamente, nel rispetto etico delle leggi. Chi sbaglia paghi ma chi opera abbia la possibilità di agire. Questo è il salto culturale.

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