Per il presidente del Monte dei Paschi di Siena, Alessandro Profumo, il primo giorno della partenza dell’aumento di capitale da 5 miliardi del Monte dei Paschi di Siena è stato buono. «È stata una buona partenza, ma ci sono anche motivi tecnici» ha detto Profumo. Eppure l’avvio almeno per chi opera in Borsa ha lasciato sicuramente qualche strascico e tensione. Il titolo della banca senese non ha fatto prezzo sin dalle prime battute ed è rimasto in asta di volatilità con un teorico +20% per tutta la giornata. Una situazione che si verifica quando c’è un eccesivo scarto tra la domanda di titoli e l’offerta. I diritti dell’aumento in fase di negoziazione hanno chiuso in ribasso del 6,93% a 21,5 euro con volumi intorno ai 6,1 milioni di pezzi scambiati. Secondo gli analisti di Ig, «la difficoltà a prezzare il titolo in borsa è dovuto alle forti divergenze di prezzo tra gli investitori. Il calo dei diritti sembra essere imputabile al fatto che gli operatori attualmente in possesso delle azioni - continuano - possano decidere di non procedere con l’aumento di capitale. Questo permetterebbe l'ingresso di nuovi azionisti, con una diluizione delle partecipazioni» All’inizio delle contrattazioni le azioni, avevano un valore pari cui valore a 1,54 euro (contro il 25,13 di venerdì scorso), un valore risultante fissando a 23,1 euro il prezzo dei diritti di acquisto . Alla fine gli stessi titoli sono stati assegnati al valore di apertura e cioè a 1,84 euro con un balzo del del 19,84%. I volumi di scambio sono stati pari 3,3 milioni pezzi. In discesa invece a 21,5 i diritti di acquisto con scambi per 5,1 milioni (-6,93%). Il Tesoro ha dato intanto il via libera alla banca al rinvio di un mese, da luglio ad agosto, del pagamento degli interessi maturati per il 2013 dei Monti Bond. Matureranno comunque gli interessi dal primo luglio, per un costo massimo aggiuntivo di 3 milioni di euro e saranno corrisposti il primo luglio 2015, secondo le modalità previste dal prospetto di emissione dei titoli. Sul tema della banca lo stesso Profumo ha ribadito l’importanza per il Monte dei Paschi di restare a Siena. «È importante rimanere a Siena, non per la senesità fine a se stessa, ma perché a Siena abbiamo una quota di mercato del 47% in quella provincia, e il 25% a livello regionale. E perché da lì vengono molti nostri dirigenti» ha spiegato in merito alle difficoltà incontrate in questi mesi nella gestione della banca. «Parlando di aggregazioni, è importante la strategia d'impresa, non l'italianità o la senesità» ha aggiunto. Infine ieri la deputazione generale della Fondazione Monte Paschi ha approvato il bilancio 2013 dell’ente, dopo «un lungo e approfondito dibattito».
Aumento di capitale Mps con il botto
L’operazione parte male, ma alla fine il titolo chiude con un rialzo del 20%
