Le cifre circolano da mesi. Ma ora si è entrati nella fare finale della trattativa. Così l'amministratore delegato di Alitalia, Gabriele Del Torchio, fissa con precisione il numero degli esuberi, dei dipendenti che, chiuso l'accordo con Etihad, dovranno lasciare Alitalia: 2.200. Lo dice in occasione del suo intervento alla presentazione del rapporto e bilancio sociale 2013 dell'Enac. “Sono esuberi - spiega - all’interno dei quali bisogna trovare le opportune forme di tutela sociale per queste persone che purtroppo saranno costrette a uscire. La ristrutturazione sarà difficile e dolorosa. Non ci sono alternative perché la posta in gioco è mantenere le altre 11mila persone che resteranno in Alitalia”. Ma non è la sola notizia. Del Torchio spiega anche che la compagnia araba è pronta a investire 560 milioni di euro: l'Enac 2013: "Se noi riusciamo a completare questo percorso, e penso che ci vorrà qualche settimana per concludere gli accordi avremo dato un segnale importante per l'economia del Paese". Poi una rassicurazione, l'ennesima, ai vertici delle istituzioni europee: "L'alleanza con Etihad è un progetto molto importante che vedrà mantenere la maggioranza azionaria in mani italiane, o meglio europee visto che c'è anche Air France-Klm. Non stiamo vendendo la compagnia ai potenziali partner di Abu Dhabi, ma vogliamo allearci con loro per mettere a fattore comune sinergie, vantaggi e avere capitali". La reazione dei sindacati. Le parole di Del Torchio scatenano l'immediata reazione della Fit Cgil nazionale che attacca. "Si sbaglia di grosso nel merito e nel metodo - attacca il dirigente Mauro Rossi -. Mentre sono ancora in corso le interminabili trattative con le banche, Del Torchio dà per inevitabili oltre duemila licenziamenti. Non mi viene in mente un aggettivo diverso da 'scorretto' con riferimento al bombardamento mediatico sugli esuberi attivato da ieri dall'ad di Alitalia". Dura anche il segretario generale della Fit-Cisl, Giovanni Luciano: "C'è da rimanere basiti per i comportamenti e le leggerezze che si registrano in questi giorni sugli esuberi Alitalia". E domani si preannuncia piuttosto infuocata la riunione convocata presso il ministero dei Trasporti dove i sindacati di categoria si metteranno attorno al tavolo con il titolare delle Infrastrutture Maurizio Lupi e quello del Lavoro Giuliano Poletti. Intanto Lupi rassicura sul futuro di Malpensa che, con Fiumicino, sarà uno dei "due grandi aeroporti intercontinentali dell'allenza tra le due compagnie". I numeri. Il rapporto Enac conferma Alitalia come primo vettore in Italia nel 2013, anche se la compagnia di bandiera perde quote di mercato con 23,9 milioni di passeggeri contro i 25,3 milioni dell'anno precedente. Avanzano invece Ryanair, con circa 23 milioni di passeggeri contro i 22,7 milioni del 2012, e Easyjet, che l'anno scorso ha registrato 12,4 milioni di passeggeri, in crescita rispetto agli 11,5 milioni del 2012.
C'è il numero degli esuberi: in 2.200 via da Alitalia
L'amministratore delegato Del Torchio: "Non ci sono alternative". Domani incontro tra i sindacati di categoria e i ministri Lupi e Poletti
