Economia

Mps alla svolta. Maxi aumento da 5 miliardi

Al via la ricapitalizzazione. Parte con lo sconto del 35,5%

Il momento della svolta per il Monte dei Paschi è arrivato. Il rilancio parte con il maxi aumento di capitale da 5 miliardi di euro. Dopo una lunga riunione del consiglio d’amministrazione, quasi sei ore di discussione, i vertici dell’istituto hanno fissato le condizioni definitive dell'aumento di capitale in opzione, per un massimo di 5 miliardi di euro, deliberato dall'Assemblea del 21 maggio. Con questa operazione la banca inizia un nuovo corso; sarà dotata di una struttura patrimoniale e finanziaria solida in grado di sostenere la crescita del gruppo e rispondere ad eventuali future esigenze di mezzi propri. In particolare il cda ha deliberato di emettere 4.999.698.478 azioni ordinarie Bmps di nuova emissione, senza indicazione del valore nominale, con le stesse caratteristiche delle azioni Bmps in circolazione, incluso il godimento regolare, da offrire in opzione ai soggetti titolari di azioni Bmps al prezzo di sottoscrizione pari a 1 euro per ciascuna nuova azione Bmps, da imputarsi interamente a capitale, nel rapporto di 214 azioni di nuova emissione Bmps ogni 5 azioni Bmps possedute. Il controvalore massimo dell'Offerta sarà pertanto pari a 4.999.698.478,00 euro. Il prezzo di sottoscrizione di 1 euro per azione rappresenta uno sconto pari a circa il 35,5% rispetto al prezzo teorico ex diritto calcolato al prezzo di chiusura del 5 giugno 2014. Lo sconto però non impatterà sul valore della partecipazione detenuta dagli attuali azionisti poichè coloro che decidono di non partecipare all'operazione saranno compensati dai proventi della vendita dei diritti. I soci che li eserciteranno e sottoscriveranno l'operazione pro-quota non subiranno l'effetto diluitivo. La Fondazione Mps (azionista al 2,5%), che di recente ha chiuso un accordo parasociale sul 9% del capitale della banca con i soci sudamericani di Fintech (4,5%) e Btg Pactual (2%), ha già fatto sapere che seguirà l'aumento insieme ai nuovi azionisti investendo complessivamente 450 milioni di euro. Tra coloro che si sono già detti disponibili a sottoscrivere l'operazione c’è anche il socio industriale francese Axa, che possiede il 3,72% del capitale. Secondo i rumors, anche gli hedge (tra i quali Marshall Wace, Tosca, Och Ziff e Guggenheim) e gli investitori istituzionali più a lungo termine (Blackrock, Vanguard e Norges Bank) entrati in marzo dopo i collocamenti della Fondazione, avrebbero manifestato l’intenzione di seguire l’aumento. Tuttavia potrebbero cercare opportunità di ingresso, visto lo sconto, anche altri hedge fund Usa: tra i nomi in lizza ci sono quelli di Paulson & Co e di York Capital. La maxi operazione è garantita interamente dal consorzio guidato da Ubs. Inoltre, la Consob ha approvato il supplemento al prospetto predisposto, per integrare e aggiornare l'informativa resa nel prospetto con l'indicazione delle condizioni definitive dell'Offerta approvate dal cda di Bmps. Il calendario dell'Offerta prevede che i diritti di opzione, validi per la sottoscrizione di azioni Bmps di nuova emissione, saranno esercitabili a pena di decadenza dal 9 giugno 2014 al 27 giugno 2014, estremi inclusi. I diritti di opzione saranno inoltre negoziabili in Borsa dal 9 giugno 2014 al 20 giugno 2014, estremi inclusi. Si apre quindi un nuovo capitolo per la banca. Il risultato finale di questa maxi operazione sarà quello di avere una Mps concorrenziale. Al momento del via libera dell'assemblea degli azionisti di fine maggio, il presidente Alessandro Profumo aveva detto a chiare note che Mps «non è più un problema per il Paese» e grazie ai Monti bond (i 4 miliardi di aiuti di Stato), che verranno restituiti nei tempi fissati, «abbiamo evitato l'azzeramento del patrimonio» della banca. Nessuno fino a due anni fa avrebbe scommesso che la banca sarebbe uscita dalla situazione difficile, invece come ha detto lo stesso Profumo a maggio scorso, «la banca è tornata ad essere una banca normale». Con l’aumento di capitale e rimborsando i 3 miliardi di euro di Monti bond, l’istituto evita l’ingresso dello Stato nel capitale. È invece prevista entro la fine del 2015 la restituzione dei 22 miliardi che la banca deve ancora alla Bce dopo la partecipazione alle aste a tasso zero (Ltro) del 2011-12. Per lunedì prossimo l’appuntamento è con la riunione della deputazione generale della Fondazione Mps. All'ordine del giorno l'approvazione del bilancio 2013 e l'inizio della discussione sulla scelta del nuovo presidente, dopo che l'attuale Antonella Mansi ha fatto sapere di non essere disponibile ad un secondo mandato avendo assolto il compito affidatole. I componenti della deputazione generale oltre al nuovo presidente dovranno nominare anche i sei componenti della deputazione amministratrice e il collegio dei sindaci anch'essi in scadenza. La decisione potrebbe arrivare già nella riunione di lunedì prossimo se ci sarà l'accordo tra i quattordici componenti della deputazione generale di cui quattro sono indicati dal comune di Siena, due alla Provincia, uno ciascuno dalle due università cittadine, dalla Camera di commercio, dalla Regione Toscana, dall'Arcidiocesi di Siena, dal Consiglio nazionale delle ricerche, dal Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici.

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