La parola d'ordine è riforme, riforme, riforme. Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan la ripete più volte durante l'incontro con i giornalisti della Stampa Estera. Incontro a porte chiuse da cui trapelano alcune dichiarazioni. "La crescita italiana è molto debole - spiega il titolare di via XX Settembre - ed è indispensabile ridurre il debito pubblico. È arrivato il momento di fare sul serio le riforme strutturali". Parole che fanno capire come il richiamo dell'Unione Europea sia tutt'altro che ingiustificato anche se Padona è ottimista: "Il bicchiere, mezzo pieno o mezzo vuoto, si può leggere in maniera diversa. Io l'ho preso come un incoraggiamento. Non si può continuare a ignorare la dimensione qualitativa delle riforme e fermarsi allo zero virgola". Anche perché il governo sta continuando a lavorare. Il ministro parla del piano privatizzazioni: "Ci sono già Poste, Enav, ce ne saranno altre da qui alla fine dell anno. Noi abbiamo messo nel Def una stima approssimativa dello 0,7% del Pil per i prossimi anni e riteniamo che quella cifra sia tuttora valida". Poi una battuta sul suo rapporto con il premier Matteo Renzi: "Per ragioni di età lui è più irruento di me. Non è un problema, piuttosto è una fonte di divertimento.I rapporti sono sempre molto divertenti, e questo non lo dico come battuta".
Padoan rilancia le riforme: "La crescita italiana è molto debole. Ridurre il debito"
Il ministro dell'Economia incontra i giornalisti della Stampa Estera: "Quello della Ue è un incoraggiamento" Volete sapere in tempo reale a quanto ammonta il nostro debito? Cliccate qui
