R ecentemente sono arrivate 2 notizie negative. Il debito112 pubblico ha sfondato quota 2.120 miliardi di euro e il PIL è tornato negativo. Su base trimestrale -0,1% e su quella annua -0,5%. Questo dato sta a significare che, dopo 9 consecutivi trimestri di pesante recessione, da 3 la crescita oscilla intorno allo zero. Con l'attività produttiva che non decolla è difficile poter riassorbire o ridurre la disoccupazione che è intorno al 13%. Gli economisti avevano sentenziato l'uscita dalla crisi e l'abbrivio di una sia pure modesta crescita. Hanno preso una cantonata e si giustificano con spiegazioni tecniche che lasciano il tempo che trova. La campagna elettorale ormai prossima alla fine non ha giovato. Governo e forze alleate occupate a rintuzzare quelle di opposizione la cui propaganda ha facile presa sugli elettori depressi. La realtà è dura e non soltanto da noi. L'Eurolandia cresce intorno allo 0,14% e soltanto la Germania progredisce. Andranno come andranno le elezioni europee potranno avere della conseguenze se qualche partito dovesse avere regressi sensibili. Bisognerà mantenere i nervi saldi anche perché, quasi certamente, tra 1 anno si andrà alle elezioni politiche e il clima cambierà. L'agricoltura a torto considerata la Cenerentola delle attività produttive va contro corrente. PIL positivo. 17 mila aziende sono state costituite tra il 2010 e il 1° trimestre 2014 da under 30. Il valore aggiunto ha toccato 30 miliardi di euro portando l'Italia al 2° posto dell'economia agricola europea. L'82% degli italiani è convinto che l'agricoltura sia strategica per la crescita anche perché questo settore utilizza molte componenti manifatturiere che agevolano il lavoro della terra. Bisogna creare lavoro. Non con leggi o proclami. Si deve tornare alla persona. Lo Stato non può rappresentare un ispettore ottusamente duro e invasivo. Va ripresa la politica liberale quella dei padri che fecero l'Italia. L'attività pubblica al servizio dello stato non deve costituire strumento per scopi personali. Quanto sta succedendo non lo merita la gente operosa che è taglieggiata da piccole e grandi mazzette. L'economia riparta dall'educazione civica che è contro i delinquenti di qualsiasi risma.
Senza le tangenti l’Italia può ripartire
di Riccardo Riccardi Recentemente sono arrivate 2 notizie negative. Il debito112 pubblico ha sfondato quota 2.120 miliardi di euro e il PIL è tornato negativo. Su base trimestrale -0,1% e su quella...
