Non solo beni e servizi, anche droga, prostituzione e alcol entreranno nel calcolo del Pil nazionale. Saranno quindi conteggiati ai fini della misurazione statistica della situazione economica del Paese. Da quest'anno cambia, infatti, il Sistema dei conti nazionali e tutti i Paesi europei, Italia compresa, "contabilizzeranno" anche i proventi delle attività illegali, come traffico di sostanze stupefacenti, prostituzione e contrabbando di sigarette o alcol. Il 2014, fa sapere l'Istat, segna il "passaggio" a "una nuova versione delle regole di contabilità" in cui, tra l'altro, viene raffinata la metodologia per il calcolo dell'economia sommersa ed è previsto un nuovo modello di costruzione delle stime sull'occupazione. Le innovazioni dei metodi di misurazione e delle fonti che saranno introdotte nei nuovi conti sono legate al passaggio al modello Sec2010 che, secondo le stime della Commissione europea, avrà un impatto sul Pil italiano tra +1 e +2%, sotto la media europea del +2,4%. Nella nuova versione dei conti le spese in ricerca e sviluppo sono considerate come spese di investimento "in quanto contribuiscono all'accumulazione, tramite capitale intangibile, di capacità produttiva": un cambiamento che determinerà, secondo l'istituto di statistica, un impatto positivo sulla domanda aggregata e quindi sul Pil. Anche la componente relativa alla spesa delle amministrazioni pubbliche, "benché già contabilizzata quale domanda finale in quanto parte dei consumi intermedi e quindi della produzione di servizi a uso della collettività, avrà comunque un effetto positivo sul valore aggiunto".
Istat: droga, prostituzione e alcol nel calcolo del Pil
Cambia il Sistema dei conti nazionali: tutti i Paesi Ue "contabilizzeranno" anche i proventi delle attività illegali
