È scontro al calor bianco tra il commissario Ue, Antonio Tajani, e il governo italiano. In particolare il sottosegreatrio della presidenza del consiglio, Graziano Delrio. Il rappresentante europeo ha sparato a palle incatenate contro la presunta inerzia dell’esecutivo Renzi nel liquidare i debiti della pubblica amministrazione: «Appena tornerò nei miei pieni poteri di commissario dopo le elezioni europee sarò costretto ad aprire la procedura d’infrazione contro l'Italia per i ritardi nei pagamenti della Pubblica amministrazione alle imprese» ha detto Tajani, intervenendo a un convegno sull’internazionalizzazione dellle Pmi organizzato da Confimprese Italia. «L’Italia è il peggior pagatore d’Europa, il nostro paese può e deve pagare tutti i debiti entro possibilmente il primo luglio del 2015, dopo con l’entrata in vigore del Fiscal compact sarà più complicato». Poi l’affondo contro Renzi che «aveva promesso di saldare tutto entro San Matteo, il sottosegretario Delrio parla ora di rinviare tutto al 2015. Se non ci sarà una battaglia forte questi soldi non verranno pagati e io intendo farlo» ha concluso il vicepresidente della commissione europea. A stretto giro Delrio ha però risposto: «Sono sempre stato molto chiaro: i pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione saranno nel 2014. Il governo ha garantito a più voci, compresa la mia, che il pagamento avverrà entro quest’anno e che i nuovi meccanismi permetteranno di evitare nuovi accumuli di debiti.È quindi senza fondamento quello che il commissario Antonio Tajani va dicendo in questi giorni». La replica è arrivata da notare sulla sua pagina Facebook. Delrio ha aggiunto poi: «Se vuole continuare a diffondere notizie prive di fondamento a fini elettorali se ne assumerà la responsabilità davanti agli imprenditori e al Paese». Una replica secca che non ha però chiuso la querelle. Perché Tajani ha controreplicato: «Sul ritardo dei pagamenti delle imprese da parte della Pubblica amministrazione il sottosegretario Delrio contraddice se stesso, oggi dice che pagherà entro il 2014, invece il 14 maggio, in un’intervista al Corriere della sera, aveva annunciato che la gran mole del debito sarebbe stata pagata entro i primi 3 mesi del 2015». «Cambiando idea ogni giorno - ha sottolineato Tajani -è lui a diffondere notizie che generano confusione fra le imprese, sempre più a rischio fallimento. È Delrio che dovrà assumersi le responsabilità dei suoi ondeggiamenti di fronte al Paese».
Scontro tra Europa e governo sui debiti dello Stato verso i privati
Tajani: dopo le elezioni procedura d’infrazione per i mancati pagamenti
