Economia

Il drone europeo comincia a prendere il volo

di Michele Pierri*L’idea nasce un anno fa a Le Bourget, quando Italia, Francia e Germania lanciano l’idea di avviare un programma di sviluppo per un drone europeo di nuova generazione, il Male2020....

L’idea nasce un anno fa a Le Bourget, quando Italia, Francia e Germania lanciano l’idea di avviare un programma di sviluppo per un drone europeo di nuova generazione, il Male2020. A guidare il programma sono le tre principali aziende aeronautiche del Vecchio Continente, Alenia Aermacchi, Dassault Aviation e Airbus. I tempi prevedono una fase di definizione di 24 mesi, con il lancio dello sviluppo vero e proprio a gennaio del 2017. Se il via formale da parte dei tre governi fosse formalizzato quest’anno, nel 2020 la macchina potrebbe essere pronta e funzionante. Per la controllata di Finmeccanica non è un "salto nel buio". Le attività dell’azienda nel campo dei sistemi aerei a pilotaggio remoto riguardano già lo sviluppo di dimostratori tecnologici, come lo Skx-X, lo Sky-Y e il nEUROn. L’esigenza, ora, è invece quella di offrire un’alternativa continentale al dominio sui mercati aerei senza pilota statunitensi e israeliani, concentrando gli sforzi europei in un unico progetto. Non solo. Male2020 vuole superare i "limiti" di altri droni come i Predator e i Reaper, offrendo alle forze aeree un sistema autonomo per la sorveglianza in grado di rispondere ai requisiti operativi del futuro. Tra quest’ultimi c’è la possibilità di cambiare rotte e velocità in modo più efficace, avendo a disposizione maggiore potenza ma senza per questo gravare sull'autonomia del velivolo. Una caratteristica importante per un drone orientato ad impieghi duali, che ben si concilia con la possibilità di volare anche negli spazi aerei europei e con l’esigenza di avere una macchina più efficiente di quelle attuali. È questo il momento - spiegano i vertici di Alenia Aermacchi, società del gruppo guidato dall’ingegner Mauro Moretti - di spingere la tecnologia oltre i livelli attuali e garantire così all’Europa la capacità di sviluppare una nuova generazione di sistemi aerei da difesa mantenendo nell’ambito della nostra industria l’attuale livello di esperienza. *redazioneairpress@gmail.com

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