Economia

Allarme della Cisl: "A rischio 223 mila posti di lavoro"

ll sindacato: senza una ripresa economica le assunzioni non sono trainate neppure dai contratti flessibili

"Nel primo trimestre 2014 è di nuovo crescente la dinamica della cassa integrazione, che torna a toccare la soglia dei 100 milioni di ore autorizzate nel mese di marzo. Da oltre un anno si continua a osservare un graduale cambiamento nella composizione interna: in particolare, cresce quella che si può considerare la componente strutturale, con un passaggio da Cigo, che si riduce, a Cigs, che aumenta, indicativa di crisi lunghe e ristrutturazioni". Lo sostiene il segretario confederale della Cisl Luigi Sbarra, commentando i dati contenuti nell'Osservatorio su cig e occupazione a cura del Dipartimento Mercato del Lavoro e Industria della Cisl nazionale. "La dinamica delle ore autorizzate di Cig in deroga è ripresa, con la crescita delle autorizzazioni grazie alle ultime assegnazioni di risorse, ma si tratta di autorizzazioni riferite perlopiù a periodi del 2013, mentre si fa fatica a coprire l'inizio del 2014 senza una ulteriore ripartizione di risorse. I lavoratori equivalenti coinvolti in Cig sono circa 500mila - sottolinea Sbarra - e dalla elaborazione del nostro Osservatorio sui dati Inps, i lavoratori equivalenti a rischio di perdita del lavoro sono 223.165, numero in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il dato della nostra elaborazione dei lavoratori a rischio è ampiamente confortato dal trend negativo del dato occupazionale". "Contemporaneamente i dati Istat sull'occupazione riferiti all'ultimo trimestre 2013 offrono un quadro in continuo peggioramento. A fronte di un ritmo meno accentuato di perdita di occupati nell'industria, l'edilizia perde in un anno il 5,6% di occupati e il terziario mostra significative riduzioni, anche in aree dove l'occupazione fino a qualche tempo fa cresceva, come i servizi alla persona - prosegue -. È particolarmente inquietante che continui da un anno la riduzione dei dipendenti a termine (-6,6% in un anno) e dei collaboratori (-13,3%). Senza una ripresa economica le assunzioni non sono trainate neppure dai contratti flessibili. A fronte di una situazione in continuo peggioramento, apprezziamo che il Governo abbia messo al centro della sua azione il lavoro, ma contemporaneamente osserviamo che modificare le regole del lavoro non è di per sè sufficiente. Ci attendiamo effetti positivi sui consumi dal prossimo alleggerimento dell'Irpef in busta paga. Ma servono anche misure per bloccare il processo di deindustrializzazione e di contrazione degli investimenti con politiche di sostegno ai settori industriali emergenti ed alla ricerca e innovazione risolvendo alcune criticità di contesto come il costo dell'energia, le dotazioni infrastrutturali, il costo del denaro alle famiglie ed alle imprese. Chiediamo di assegnare immediatamente le risorse già disponibili per gli ammortizzatori in deroga, pari a un miliardo. Non si possono, infatti, restringere le indennità di sostegno al reddito - conclude Sbarra - nel bel mezzo di una crisi così profonda".

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