Economia

Atac mette in mobilità 312 dipendenti

La partecipata romana annuncia gli esuberi, tutti occupati nella Capitale

«Indifferibile necessità di procedere all'immediata riduzione dei costi di gestione anche attraverso una rimodulazione della propria organizzazione e un miglior equilibrio nell'allocazione delle risorse umane non direttamente impiegate nell'erogazione del servizio», dovuta «al nuovo scenario di trasformazione organizzativo-produttiva in cui Atac si trova a operare per l'effetto combinato della fusione per incorporazione di Trambus spa e Metro spa» e soprattutto «alla grave situazione economico-finanziaria che ha investito la società negli ultimi quattro anni», che hanno visto perdite per 319 milioni nel 2010, 179 milioni nel 2011, 156 milioni nel 2012 e risultato negativo in fase di predisposizione del bilancio anche nel 2013. È questa la motivazione che ha portato Atac, e a cascata le due controllate Atac Patrimonio e Atac Officine grandi revisioni, a mettere in mobilità interna 323 dipendenti in totale tra quadri, amministrativi e staff operativo, con la prospettiva di un reimpiego, per esempio, come controllori sui mezzi publlici o vigilantes nelle stazioni delle linee delle metropolitane. Nel dettaglio, Atac ha dichiarato in esubero 312 lavoratori su 11.613, Atac Patrimonio 8 su 30 e Ogr 3 su 137, comunicando l'intenzione di «avviare la procedura di gestione delle eccedenze», giudicate «strutturalmente in esubero. La comunicazione, immediatamente inoltrata oltre ai soci anche a tutte le sigle sindacali, è stata spedita stamattina attraverso tre distinte - ma molto simili - lettere, una per società, a firma degli amministratori delegati, rispettivamente Danilo Broggi, Antonio Abbate e Roberto Grappelli. A oggi, si legge nella lettera di Atac, l'azienda occupa complessivamente 11.613 dipendenti, a esclusione del personale dirigente, cosi suddivisi tra i seguenti macro profili professionali: 6.070 operatori di esercizio, 487 macchinisti, 1.640 operai, 695 movimento, 190 quadri, 1.190 amministrativi di cui 1 giornalista, 257 ispettivi, 45 addetti alla manutenzione Meb/parcometri, 81 Addetti ai parcheggi, 199 addetti alla sosta su strada, 83 addetti alla biglietteria, 248 staff operativo, 138 verificatori e 290 addetti alle attività ausiliarie e di supporto. Tutto il personale opera sul territorio dei comuni di Roma e Viterbo, ma gli esuberi dichiarati con la procedura (312) sono tutti occupati nel comune di Roma. Atac Patrimonio occupa invece in totale 30 dipendenti, dei quali 9 quadri, 19 amministrativi e 2 addetti alle attività ausiliarie e di supporto, tutto il personale opera sul territorio di Roma e gli esuberi dichiarati (8) rientrano in quadri e amministrativi, con la motivazione del «nuovo scenario di trasformazione organizzativo-produttiva in cui opera l'Atac Patrimonio Srl, atteso che le sue sorti sono direttamente connesse alla difficile situazione economica-finanziaria in cui versa il socio unico Atac» e che quindi «la società si trova a non poter più fare affidamento sulla solidità economica e patrimoniale del suo unico socio» ed è quindi «costretta necessariamente a procedere all'immediata riduzione dei costi di gestione. Stesse identiche motivazioni addotte da Officine grandi revisioni, società che conta 137 dipendenti dei quali 121 operai, 4 quadri, 8 amministrativi e 4 addetti alle attività ausiliarie e di supporto. Anche qui tutto il personale opera sul territorio del comune di Roma e anche qui gli esuberi (3) sono tutti quadri e amministrativi.

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