Economia

Allarme Alitalia, rischio 3000 esuberi

È l’ipotesi che circola tra i sindacati. Il ministro Lupi smentisce: «Non risulta»

Scatta l'allarme sul rischio di nuovi esuberi in Alitalia. La lettera di intenti non è ancora arrivata ma con le indiscrezioni, che circolano con insistenza, sulla richiesta di ulteriori tagli al costo del lavoro che Etihad avrebbe posto come una delle condizioni per una positiva conclusione del negoziato per acquisire una quota del 40% nell'aviolinea italiana, è massima l'allerta da parte dei sindacati. All'ordine del giorno, fanno sapere, non ci sono convocazioni. Né, ha messo in chiaro ieri il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, risultano «voci o rumors» su questo fronte. Voci, queste, che parlano di possibili esuberi fino a 3000 unità. Si tratterebbe della cifra che corrisponde, secondo l'interpretazione di fonti sindacali, agli addetti, tra personale di terra e di volo, che sono interessati dal ricorso ad ammortizzatori sociali, tra cassa integrazione a rotazione e a zero ore e contratti di solidarietà. Nel dettaglio, sono 1437 esuberi tra lavoratori di terra (full time equivalent) gestiti con la cig a rotazione su una platea complessiva di 4.500 addetti, secondo quanto previsto dall'accordo sottoscritto a metà febbraio. A questi si aggiungono 575 lavoratori in cig a zero ore per quattro anni, sulla base dell'accordo del marzo 2011. Inoltre, sono 801 i naviganti, tra piloti (280) e assistenti di volo (521), in regime di solidarietà ai quali si aggiungono 125 dipendenti in cig a zero ore, da marzo 2011. Va detto che sia l'accordo dello scorso febbraio che quello del 2011 prevedevano un rientro in azienda dei lavoratori in cig a zero ore. Un altro accordo del dicembre 2012 prevede la cassa integrazione a zero, su ore per 28 piloti e 180 assistenti di volo, su base volontaria. Sempre secondo le indiscrezioni, Etihad punterebbe, invece, a tagliare in maniera strutturale questi esuberi. «Un piano che deve essere di rilancio deve prevedere non una diminuzione ma uno sviluppo dell'occupazione», ha evidenziato Lupi. Comunque, ha subito aggiunto, «la strada da seguire è quella del dialogo tra Alitalia e sindacati», come è avvenuto finora.

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