La nebbia dei derivati si sta diradando, i rumori del palio sono lontani, gli scontri furibondi fondazione-banca di colpo acquetati, la banca brinda a fasti auspicati: ed allora è possibile qualche postilla di buonsenso. Gli analisti più accorti, tutti, ed in primis Angelo De Mattia raccomandavano alla Fondazione Mps di trovare una via di mezzo: tutelare il proprio patrimonio e non danneggiare l’aumento di capitale della banca. Tutto ciò è stato fatto e siccome “tra il dire e fare c’è di mezzo il mare” va dato atto che la Fondazione esce da uno stato sostanzialmente prefallimentare. Oggi la Fondazione fa bene a mantenere una sua presenza in banca e ancora meglio a individuare i grandi temi (la cultura, la ricerca scientifica) tipici di una fondazione in terra di Siena. Capisco le perplessità dei risparmiatori dovute ai gravi danni provocati al Mps ma oggi i nuovi vertici stanno lavorando bene: Viola ha messo i conti in ordine e il presidente Profumo garantisce quella cornice internazionale per dare un azionariato stabile alla banca più antica e di fascino del mondo. Quello di Mps è uno dei più ambiziosi piani di ristrutturazione che una banca abbia deciso di intraprendere. I risultati ottenuti sono sotto gli occhi: 4000 uscite senza licenziamenti, nel 2013 costi operativi – 13% (spese generali -15%, costi del personale -10%), dall’inizio del piano risparmiati 600 milioni, una best practice insomma. Inoltre è stato fatto il più importante accordo di outsourcing bancario in Europa di oltre 1000 risorse con l’obiettivo di migliorare il servizio, ottimizzare i costi, creare nuove opportunità professionali. La nuova leadership, sul fronte dell’eccellenza operativa, ha saputo costruire un punto di forza significativo. Con un forte “scossone manageriale” è stato introdotto un solido metodo corredato da visione strategica e dalla mobilitazione delle migliori competenze. Quando Viola è arrivato doveva salvare la società, l’azienda bancaria e la rete. La società con l’ok all’aumento di capitale ancorché slittato nel tempo da parte del Consorzio di garanzia è in acque sicure. L’azienda bancaria è pronta a ripartire e il direttore generale deve ora applicarsi con rinnovato impegno al rilancio della rete. Si è evitato così la strampalata e grottesca profezia su oscuri partiti della nazionalizzazione. Siamo semplicemente in presenza di protagonisti che hanno fatto bene il loro mestiere. * presidente fondazione Formiche
La lezione Mps Il rilancio ora è possibile
di Alberto Brandani *La nebbia dei derivati si sta diradando, i rumori del palio sono lontani, gli scontri furibondi fondazione-banca di colpo acquetati, la banca brinda a fasti auspicati: ed...