Economia

La fine della stagione del "meno"

Dopo anni di crollo gli italiani tornano a comprare case e auto: il Nord vola. La spesa con carta di credito segna +5%, salgono telefonini e abbigliamento

Forse è presto per dire che siamo usciti dalla crisi. E forse è presto per sostenere che la ripresa è arrivata. Ma senza attendere i dati macroeconomici e mettendo da parte le previsioni degli istituti più accreditati, dall’economia reale arriva un profumo di ottimismo. Gli italiani stanno ricominciando a comprare casa, a comprare auto, a viaggiare. Insomma, a spendere. E se si spende, si guadagna. La Borsa ha chiuso ieri nuovamente con un segno positivo: +0,83%. Nell’ultimo mese l’indice Ftse Mib ha fatto registrare un +12,23, performance ancor più impressionante se si prende in considerazione l’ultimo semestre: +23,03%. La vera svolta si è registrata dal 13 dicembre, quando la Borsa era andata sotto i 18mila punti, oggi è sopra i 22mila. Ripartono i mutui. Due giorni fa sono stati resi noti i dati relativi al mese di marzo che hanno fatto segnare un nuovo incremento nel numero delle richieste di mutui da parte delle famiglie: +10,0% rispetto al corrispondente mese del 2013 (valore ponderato, a parità di giorni lavorativi). Non è un dato isolato. Per la seconda volta negli ultimi tre mesi la crescita raggiunge la doppia cifra. Il dato di marzo porta la domanda aggregata sui livelli del primo trimestre 2014, cioé a segnare un incremento del +9,6% rispetto al pari periodo dello scorso anno e in recupero rispetto ai valori del 2012. Certo, ricorda l’Abi ricorda che il primo trimestre 2014 si attesta su valori pressoché dimezzati rispetto agli stessi periodi del 2009, del 2010, del 2011. Ma quel che è significativo è che la discesa, per non dire la caduta, per non dire il crollo ha subìto un arresto. E ci sono i primi segnali di risalita. Lenta risalita. Tanto è vero che la stessa associazione bancaria sottolinea come risulta «stabile la dinamica dei finanziamenti per l’acquisto di immobili, a gennaio -1,1%, stessa percentuale del mese precedente». Lenta risalita dettata anche dallo spread sceso drasticamente anche sotto quota 170. Dalla casa all’auto. A febbraio il mercato si era messo in evidenza con un inaspettato +8,6. Numero poi confermato dal +6% del primo trimestre 2014. Mette le mani avanti Massimo Nordio, Presidente dell’Unrae, l’associazione dei costruttori esteri in Italia: «Ce lo aspettavamo, come conseguenza del risultato disastroso dei primi due mesi dello scorso anno (-17%), caratterizzati dallo stallo dei consumi in attesa delle elezioni politiche di fine febbraio». Ma il sito dell’associazione deve ammettere che qualcosa sta accandendo con un titolo eloquente in home page: «Eppur si muove!». Ancora più sorprendente è un’altra cifra, quella relativa ai veicoli commerciali: a febbraio si è confermato un +15,2%, che porta la media dei primi due mesi dell’anno intorno al 13%. Se riparte questo settore vuol dire che anche le imprese si stanno rimettendo in moto. Non è solo una rozza analisi, ma si fa presto a trovare conferma nei dati sul traffico. Stando a quanto spiegato da Atlantia (Autostrade) il dato complessivo del traffico nel 2012 era crollato del 7,5% e nel 2013 vi era stata un’ulteriore riduzione dell’1,6%. Nelle prime nove settimane del 2014 si è registrato un sorprendente +0,6%. Gli analisti si attendono un traffico stabile nell’Italia centrale e meridionale, ciò vuol dire che al Nord (e in particolare in Nord est) siamo su numeri doppi, il traffico ha già un più marcato rialzo, oltre l’un per cento. Vuol dire che la parte più produttiva del Paese ha ricominciato a far girare le ruote. Siamo ancora alle stime preliminari. Ma dimostrano come sulle scrivanie degli amministratori delegati stanno per la prima volta arrivando numeri che non hanno più il "meno" davanti, ma il "più". Una stagione sta per concludersi. Gli italini hanno ripreso a spendere. Nelle prime analisi di Cartasì, circuito di carte di credito, si dimostra come la crescita dello speso rispetta il trend espansivo degli ultimi mesi, segnando un +5,1% sul mese corrispondente dell’anno precedente. La componente estera, sostenuta dalla spesa e-commerce su siti stranieri, si mantiene su tassi di crescita elevati (+16,7%). Dunque, comprano e comprano in maniera diversa. Tanto è vero che i primi dati di marzo relativi ai settori di spesa segnalano una crescita per Telecomunicazioni, Informatica e Trasporti, assieme ad un recupero dell’Abbigliamento. Si comprimono invece le voci relative ai Beni per la casa, Alberghi e ristoranti e, soprattutto Alimentari. Ci sono accenni di ripresa. Ancora a macchia di leopardo. Quel che invece continua ancora a calare è l’occupazione. Ma quando c’è una ripresa, i disoccupati sono sempre gli ultimi a beneficiarne.

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