«Unanime». Questa parola, scandita con attenzione dal presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi, nel suo incontro con i giornalisti, è la chiave per capire il messaggio del Consiglio dell'Eurotower, al termine della riunione mensile di ieri. Non essendoci stata alcuna novità sul fronte dei tassi (nessuno aspettava davvero un possibile taglio) il vero fatto nuovo è nella compattezza del Consiglio «nell'impegno a ricorrere anche a misure non convenzionali dinanzi a un periodo troppo prolungato di bassa inflazione». Il dato di marzo, con un calo dell'indice dei prezzi a + 0,5%, «è stata una vera sorpresa», riconosce in conferenza stampa lo stesso Draghi. Ma una sorpresa poco gradita, inutile dirlo. Nel confronto con la stampa così, come nel comunicato introduttivo, Draghi spiega che «i dati più recenti confermano le previsioni di un periodo prolungato di bassa inflazione» con «rischi sia al rialzo che al ribasso per l'andamento dei prezzi». Si tratta, si precisa nel testo letto da Draghi, «di rischi limitati e piuttosto equilibrati nel medio termine» e in ogni caso la Bce «seguirà da vicino le possibili ripercussioni sull'inflazione tanto dei rischi geopolitici che degli sviluppi del tasso di cambio». Ma, non può fare a meno di riconoscere, «quanto più a lungo» l'inflazione resterà lontana dai target della Bce «maggiori saranno i rischi per le aspettative di lungo periodo». Draghi prova persino ad avanzare spiegazioni per la frenata di marzo, ricordando che «quest'anno Pasqua cade molto più tardi» che nel 2013. E siccome, aggiunge, «intorno a Pasqua la spesa per i servizi sale» questo spiega perché «il dato marzo sull'inflazione è stato più basso e quello di aprile sarà più alto». Un elemento esogeno, insomma, usato come giustificazione in maniera simile a quanto fatto dalla Fed, che ha accusato l'inverno rigido per la performance non esaltante dell'economia Usa. Tuttavia, Draghi non può fare a meno di riconoscere che l'Eurotower «ha sottovalutato più volte il calo dell'inflazione», essendo stato per così dire «ingannato» dall'andamento dei prezzi energetici. Ma lo spettro deflazione - una volta lasciata Pasqua alle spalle - fa davvero paura, anche ai tedeschi. E questo spiega perché - ha osservato Draghi - «il mese scorso non avevamo parlato della possibilità di ricorrere a misure non convenzionali, mentre questo mese lo abbiamo fatto». Arrivando, appunto, a sventolare apertamente l'arma di un allentamento monetario (che, ha precisato, «rientra nel nostro mandato») in stile Federal Reserve.
Bce, i tassi restano invariati Ma è allarme per la deflazione
«Unanime». Questa parola, scandita con attenzione dal presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi, nel suo incontro con i giornalisti, è la chiave per capire il messaggio del Consiglio dell'...